Grazie e a presto

Vorrei ringraziare tutti i lettori che negli scorsi mesi ha seguito questo blog e volevo spiegare il perchè di questa mia assenza dalle scene.

Ultimamente sono molto occupato in vari progetti, per cui non ho più così tanto tempo da dedicare a ricerche e approfondimenti; inoltre anche la voglia di approfondire le notizie e di ricercarne di particolari si è affievolita. Non si è spenta la mia voglia di informare, ma per il momento i miei impegni hanno la priorità.

Ringrazio comunque tutti coloro che sono passati di qua,  spero di riprendere un giorno la mia attività di informazione o qualunque cosa fosse.

A presto,

Gabriele

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Chi è Brunetta?

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Prima centrale ibrida in costruzione

La settimana scorsa è iniziata la costruzione della prima centrale ibrida del mondo. Combinando turbine eoliche, biogas e idrogeno questa centrale tedesca produrrà energia ‘pulita’ in modo continuo. Entrerà in funzione già nel 2010 e, secondo alcuni, sarà la prima di una lunga serie.

Angela Merkel ha inaugurato la costruzione della prima centrale ibrida del mondo
Le energie rinnovabili, dicono alcuni, sono inaffidabili. Pannelli solari e turbine eoliche non potranno mai sostituire i combustibili fossili, poiché forniscono energia in modo discontinuo. Questa è la critica che più spesso colpisce le energie pulite. Sul fatto che le energie rinnovabili siano condizionate dalla Terra e non dall’uomo, non c’è dubbio. Ma se abbattessimo gli sprechi e apllicassimo un reale risparmio energetico, le energie rinnovabili potrebbero essere sufficienti per tutti: bisognerà, però, immagazzinare il surplus di energia rinnovabile prodotta ogni volta che le centrali sono operative.
Quest’idea è ormai a qualche passo dalla realizzazione. Martedì 21 aprile, infatti, è iniziata la costruzione della prima centrale ibrida del mondo. Una combinazione di energia eolica, biogas e idrogeno garantisce almeno 6 megawatt di energia pulita indipendentemente dalle condizioni del vento.
La centrale viene costruita a Prenzlau, una cittadina del Brandenburgo ad un centinaio di chilometri a nordest di Berlino. Assieme al primo ministro del Brandenburgo, Matthias Platzeck, il cancelliere Angela Merkel ha posto simbolicamente la prima pietra della centrale.
Almeno 21 milioni di euro: sarà questo il costo complessivo della costruzione. La società per azioni Enertrag è l’investitore principale della centrale. Quest’impresa di energia eolica è una delle principali d’Europa: gestisce circa 440 centrali all’interno del continente.
L’elemento principale della centrale sarà costituito da tre turbine eoliche con un potenziale totale di 6.000 kWMa come farà a costruire una centrale sia ‘pulita’ che affidabile?

L’elemento principale sarà costituito da tre turbine eoliche con un potenziale totale di 6.000 kW. Quando queste produrranno più energia elettrica di quella richiesta sul momento, un trasformatore da 500kW utilizzerà l’energia superflua per la produzione di idrogeno. L’idrogeno verrà dunque prodotto senza emissioni di CO2, per essere poi immagazzinato.
In periodi caratterizzati da poco vento, o da elevate richieste energetiche, l’idrogeno salvato verrà mischiato al biogas (prodotto anch’esso all’interno della centrale). Questo miscuglio verrà poi ritrasformato in energia elettrica e termica.
La centrale ibrida sarà quindi in grado di fornire energia anche in mancanza di vento. Se l’assenza di vento persistesse, e quindi l’idrogeno scarseggiasse, verrebbe semplicemente utilizzato più biogas del normale. Viceversa, in condizioni di forte vento, per evitare di sovraccaricare la rete, l’energia eolica verrà trasformata in idrogeno.
“Così ci ricolleghiamo anche alle auto a idrogeno: quello prodotto da fonte rinnovabile è l’unico a rendere sostenibile una mobilità CO2-neutrale”, spiega Jörg Müller, l’amministratore delegato di Enertrag. Purtroppo, però, l’idrogeno prodotto da questi impianti verrà utilizzato in gran parte per controbilanciare i periodi in mancanza di vento, e non potrà quindi venir impiegato nella mobilità.

Producendo l’idrogeno da energia convenzionale o da risorse fossili, vengono emesse quantità enormi di CO2

Il problema della mobilità rimane dunque irrisolto: anche l’idrogeno prodotto da energia convenzionale o da risorse fossili è problematico perché la sua produzione causa enormi emissioni di CO2. Con questo tipo di produzione il bilancio di emissioni è addirittura superiore che immettendo i combustibili fossili direttamente nel motore delle macchine.

Risolta è invece, la questione dello stoccaggio prolungato di energia rinnovabile: “L’idrogeno è il miglior modo per accumulare grandi quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili,” assicura Werner Diwald, presidente di Enertrag.

“La sola rete di biogas tedesca può immagazzinare la quantità di idrogeno necessaria per produrre il 60% dell’elettricità annuale tedesca. Ciò dimostra che l’accumulo di grandi quantità di energia eolica non è affatto impossibile.”

La centrale di Prenzlau entrerà in funzione già tra un anno, ma si troverà sola. Secondo Platzeck, però, tra una ventina di anni vi saranno centrali ibride ovunque. Forse addirittura in Italia.

L’accumulo di energia pulita è a qualche passo dalla realizzazione.

Resta l’altro fattore fondamentale per liberarsi dai combustibili fossili: l’abbattimento degli sprechi.

WWW.terranauta.it

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Rete censurata o sicurezza assicurata?

Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“.

Nel seguente video il sen. D’Alia parla dell’art. 50-bis.

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Nobel per la pace a Berlusconi

Un Nobel per la Pace contro i comunisti

E prima i giornali comunisti che in ripetuti e martellanti articoli traviano la povera Veronica Lario facendole credere che il suo amato marito Ilvio candidasse le veline alle elezioni europee.

Poi il famoso fulmine a ciel sereno, sempre per colpa dei comunisti che ha messo Berlusconi con le spalle al muro.

Allora chiariamo: l’esimio presidente non c’entra nulla con la ragazzina napoletana che ha compiuto 18 anni. Non c’era niente di preparato, è stata un’improvvisata per fare un favore al padre della giovane. L’agenda del presidente se non altro per motivi di sicurezza (e cito la Emma Bonino di Anno Zero per questo) è nota a tutti…pure ai comunisti.

Poi vi è stato già detto che Berlusconi e la famiglia Letizia si conoscono da anni. Non continuate a fare i ficcanaso comunisti.

Se Silvio dice che Benedetto Letizia (noto Elio) è stato l’autista di Craxi, e quel comunista di Bobo dice che suo padre non ha mai avuto quell’uomo come un autista, ci sarà stato un equivoco per colpa di qualche comunista che ha capito male, com’è poi tipico dei comunist. Infatti Palazzo Chigi smentisce il giorno dopo con una nota ufficiale che Berlusconi abbia mai detto una cosa del genere. E chi se ne frega se Giovanni Tortorolo, capo redattore del servizio politica dell’APICOM dice che quella frase è stata pronunciata? Comunista. Pure lui.

Ma qualcuno, sempre il solito comunista, sostiene non sia proprio così: sembra, sempre secondo le malelingue…comuniste, che gli uomini della scorta del presidente siano passati a fare una visita al locale per motivi di sicurezza la mattina della festa.

Oh ’sti comunisti so’ sempre in agguato! Infiltrati perfino fra gli uomini di Berlusconi, che anziché andare al ristorante fra le 21 e le 21:30, a vedere se era tutto a posto, sono andati la mattina. Ma sono proprio dei comunisti.

E mò tutti che si attaccano a questa storia del ciondolino che il generoso Papi Silvio ha regalato alla Piccola. Siete davvero dei comunisti! Lo sappiamo tutti che il presidente è sempre pronto ad ogni evenienza e che in tasca conserva una parure di gioielli pronti per essere regalati alla prima diciottenne che compie gli anni, mica come voi comunisti con le braccine corte, Berlusconi è vicino al popolo. Tiè.

Insomma, i comunisti ormai sono ovunque, dove ti giri ti giri ce n’è uno. E Veronica traviata dai comunisti, e Noemi intervistata dai comunisti, e Bobo Craxi è comunista, e l’APICOM è comunista, e la scorta è comunista, e la festa è comunista, e il gioielliere è comunista…un tormento!

Dobbiamo sostenere un uomo perseguitato. Dobbiamo sostenere un uomo attorniato dal nemico che non ha più le forze per difendersi. Per questo, per mostrare la giusta solidarietà al Premier vittima dei comunisti, sottoscriviamo anche noi la sua candidatura al Nobel per la Pace. Trovo che questa iniziativa sia veramente geniale. Allora andiamo tutti il 26 maggio 2009 dalle 10:30 alle 18:30, in un luogo ancora da definire (ma stiamo pensando all’Aquila) per la raccolta delle adesioni alla candidatura di Silvio Berlusconi al premio Nobel per la pace, i presupposti ci sono tutti!

…e pure Fabio Volo è comunista…un’invasione proprio!

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Ancora tagli alla scuola pubblica, ma non alle private

Più soldi alle paritarie. Mentre l’Esecutivo taglia 8 miliardi (e 134 mila posti in tre anni) alla scuola pubblica il Parlamento impegna il governo perché nei prossimi mesi aumenti i finanziamenti alle scuole private. I promotori delle mozioni approvate dalla Camera durante la seduta dello scorso 6 maggio sanno che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sta predisponendo la Finanziaria per il 2010. Due delle tre mozioni che hanno incontrato il consenso dell’aula di Montecitorio, nella sostanza, chiedono dapprima di restituire alle scuole paritarie il “maltolto” (leggasi taglio effettuato con la legge finanziaria del 2009) e, successivamente, di allargare i cordoni della borsa.

Sull’esigenza di supportare le scuole paritarie, che vedono impegnata sul campo la chiesa cattolica, si è realizzato alla Camera un accordo abbastanza largo che ha coinvolto un pezzo dell’opposizione. La mozione che senza troppi preamboli chiede al governo di “incrementare le risorse destinate al sistema paritario” è quella sottoscritta da una trentina di deputati del Pdl (tra i quali Cicchitto e Cota, due uomini molto vicini al presidente del consiglio Berlusconi), della Lega e del Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo.

La questione viene affrontata partendo da molto lontano. Occorre “realizzare interventi – si legge nel testo – volti a facilitare e promuovere le condizioni per l’effettiva libertà di scelta educativa delle famiglie fra scuole statali e paritarie”. Una richiesta che potrebbe addirittura apparire legittima se non determinasse il fatto che per “realizzare tali condizioni” bisogna “incrementare, fin dal disegno di legge finanziaria per il 2010, le risorse destinate al sistema paritario”. Ma non solo. Per “facilitare la scelta educativa delle famiglie” è necessario “uno specifico strumento legislativo che, con risorse aggiuntive dello Stato, realizzi interventi speciali a sostegno della libertà di scelta educativa” dei genitori italiani.


I deputati hanno le idee chiare in merito. La risposta è data da “mix di strumenti quali: buoni scuola per la copertura, in tutto o in parte, dei costi di iscrizione e di frequenza in scuole paritarie; detrazioni fiscali a favore delle famiglie che iscrivono i figli presso scuole paritarie in misura adeguata a ridurre significativamente gli oneri, calibrate a scalare per le famiglie con i redditi più bassi”. Sarà d’accordo Tremonti che l’anno scorso ha fatto andare su tutte le furie i vescovi italiani tagliando 133,4 milioni al sistema paritario, per poi dovere tornare sui suoi passi e restituirne 120?

Ma non basta: mancano all’appello 13,4 milioni ai quali le scuole paritarie non intendono rinunciare. E con una formula piuttosto criptica i richiedenti invitano il governo “ad adottare iniziative per recuperare le risorse mancanti affinché la situazione dei finanziamenti alla scuola paritaria per l’esercizio finanziario del 2009 ammonti sostanzialmente a quelli assegnati nell’esercizio finanziario 2008″: circa 500 milioni. Cifra che ai gestori delle paritarie sembra insufficiente e che potrebbe essere incrementata di altri 100 milioni.

Anche l’Udc, con nove deputati, scende in campo a favore delle scuole paritarie chiedendo al governo di “garantire la certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione delle risorse per le scuole paritarie” e “il ripristino integrale delle risorse sottratte alle scuole paritarie dalla manovra economica”. Ma non solo: i deputati di Pier Ferdinando Casini battono cassa per centinaia di milioni di euro. Occorre “ripristinare per il 2009 – si legge nella richiesta – il finanziamento di 240 milioni di euro per il sistema di istruzione e formazione professionale, recuperando, inoltre, i 440 milioni di euro relativi ai due anni precedenti”.

Più soft le richieste dell’Italia dei Valori, che ha proposto la terza mozione approvata dalla Camera. I deputati di Di Pietro chiedono al governo di “sostenere lo sviluppo dell’iniziativa privata nel settore formativo nell’ambito di una politica di sostegno dell’intero sistema scolastico nazionale, nel quale pubblico e privato siano coordinati nell’ottica di un sistema unico, parificato ma omogeneo”.

Salvo Intravaia

Ma questa logica del favorire la privata alla pubblica non è storia recente, nella finanziaria 2003 infatti erano previsti tagli simili e a questo link è possibile visionarne i dettagli.

Insomma, la ricetta di Calamandrei è sempre attuale.

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Il mezzo più pericoloso? La bici

CICLISTA AGILEStamattina apro l’home page di Repubblica e mi tremano le gambe. Scopro infatti di essere un incoscente, un pazzo, uno scellerato, per il solo fatto di andare in giro in bici.

Secondo l’articolo, la bici sarebbe il mezzo più pericoloso con cui muoversi,  infatti, il rischio di mortalità, calcolando come valore medio 1, per i ciclisti è 2,18, il più alto in assoluto, più del doppio rispetto al valore base. Al secondo posto troviamo le moto con 1,96, poi i ciclomotori con un tasso di mortalità pari a 1,06, le autovetturecon con 0,78,  i camion con 0,67, e infine i pullman 0,48.

Ogni giorno infatti in Italia perde la vita un ciclista e 40 sono finiscono in ospedale per ferite più o meno gravi E’ quanto emerge da un’inchiesta pubblicata sull’ultimo numero del Centauro, organo ufficiale dell’Asaps, che vi raccontiamo in anteprima. I numeri parlano di una vera emergenza perché secondo le statistiche nel 2007 (fonte Istat) in 15.713 incidenti sono morti 352 ciclisti, +11% rispetto al 2005, 14.535 sono rimasti feriti +16,5%. Insomma parliamo di quasi 1000 morti negli ultimi 3 anni.

Io che mi muovevo solo in bici perche non volevo inquinare, io che mi muovevo solo in bici per mantenermi in forma, io che mi muovevo solo in bici per non rimanere imbottigliato nel traffico, io non avevo capito niente. Ma sono ancora in tempo, quindi venderò la bici, anzi la butterò, perchè non voglio far morire nessuno e mi comprerò un nuovo, luccicante e soprattutto sicuro autobus di linea da 55 posti con cui potrò muovermi liberamente in città, per andare a far la spesa, uscir la sera, andare in facoltà e tante altre cose che la stupida bici non mi permetteva di fare.

Gabriele – dati: repubblica.it

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PARTITO FINLANDESE: «Votateci, fermeremo Berlusconi»

Il partito Keskusta contro le ultime dichiarazioni del leader italiano: «No a chi racconta frottole»

Il manifesto elettorale finlandese
Il manifesto elettorale finlandese

HELSINKI - Come tutte le campagne elettorali finlandesi, anche quella per il Parlamento europeo del prossimo 7 giugno finora era stata condotta quasi in sordina. Si preannunciava qualche comizio, qualche dibattito in tv dove i vari candidati avrebbero risposto, una alla volta senza interrompersi uno con l’altro, alle domande del moderatore. Insomma, una campagna elettorale ben diversa dai canoni italiani.

MANIFESTO – A surriscaldare la temperatura elettorale è stato un manifesto del ‘Keskusta’ (Partito di centro), il partito del Premier Matti Vanhanen. Il titolo non poteva essere più esplicito: «Berlusconi è contro la Finlandia». Il testo fa riferimento alla fantomatica chiesetta in legno del ‘700 ed alla altrettanto fantomatica visita ufficiale del Presidente del consiglio italiano durante la quale andò ad ammirarla dopo tre ore di viaggio. Come dichiarato dal portavoce del ministro degli Esteri finlandese, Alexander Stubb, Berlusconi non è mai stato in visita ufficiale nel Paese nordico. Nel 1999 fu in Finlandia in visita privata, per partecipare ad una riunione del Partito Popolare Europeo al quale Forza Italia aveva aderito l’anno prima. In quella occasione, dice sempre il ministero degli esteri finlandese, Berlusconi non fu accompagnato dai dirigenti del ‘Kansallinen Kokoomus’ (Alleanza nazionale, in italiano), che fa parte del PPE, in nessuna chiesetta di legno.

POLEMICA POLITICA – Il testo del manifesto del Keskusta (fino al 1988 si chiamava ‘Partito agrario’ ed il suo leader era Urho Kekkonen, presidente della Finlandia dal 1956 al 1982) dice che bisogna impedire l’arrivo al Parlamento europeo di tipi usi a parlare a ruota libera, a dire sciocchezze e a raccontare frottole. Il Parlamento, invece, è un luogo in cui si prendono importanti decisioni che incidono sulla vita dei cittadini europei, sia quelli che vivono in villaggi con chiese di legno sia quelli della città dove c’è il Colosseo. Il Keskusta, insomma, accusa in modo indiretto il partito del Kokoomus di fare comunella, in Europa, con tipi come Silvio Berlusconi, il quale ha un indice di gradimento -in Scandinavia- non certo del 75% come in Italia. Anzi. C’è da prevedere, nei prossimi giorni, un aumento della lotta politica in Finlandia sulla base delle dichiarazioni di Berlusconi riguardo alle ragazze finlandesi, purché maggiorenni.

PROTAGONISTA – I tre partiti maggiori, Keskusta, Kokoomus, Partito socialdemocratico, hanno circa il 25% dei voti a testa. Ogni variazione anche minima può essere decisiva per essere il partito più votato e, dunque, quello incaricato di formare, quando verrà il momento, la coalizione governativa. E’ sotto questa luce che la lotta per le elezioni europee oltre ai temi classici (crisi economica, ambiente, normative comunitarie) adesso ha un nuovo e strano – almeno per i finlandesi – protagonista: Silvio Berlusconi e le sue battute.

corriere.it

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Incontro tra tiranni

Forse un po’ distratti dal gossip di casa nostra (leggasi divorzio Lario-Berlusconi) non ci siamo accorti di un incontro ufficiale importante passato in sordina a da dichiarazioni imbarazzanti

Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia, che Condoleeza Rice qualche anno fa definì “l’ultimo dittatore d’Europa”e che dopo la sua salita al potere eliminò la stampa libera e imprigionò esponenti dell’opposizione, il 28 Aprile era in Italia per incontrare ufficialmente Silvio Berlusconi e Papa Benedetto XVI. Lukashenko sta cercando di riallacciare i rapporti con l’Occidente, dopo un isolamento durato quasi dieci anni. L’UE addirittura nel 1999 vietò a Lukashenko di mettere piede sul suolo europeo per violazione dei diritti umani. La messa al bando è stata momentaneamente tolta quest’anno per ammorbidire i rapporti tra l’Unione e la Bielorussia e per permettere al presidente-dittatore di partecipare al summit di Maggio a Praga, dove la Bielorussia è invitata con altri paesi dell’Est europeo per discutere di politica estera, energia e commercio. In molti in Europa hanno tirato un sospiro di sollievo nel sapere che Lukashenko non parteciperà al summit. Sarebbe stato imbarazzante farsi fotografare in pubblico con l’ultimo dittatore d’Europa, stringere la mano a chi ha imprigionato l’opposizione, sorridere a chi ha messo il bavaglio alla stampa. Sarebbe stato imbarazzante per molti ma non per Silvio Berlusconi e Benedetto XVI che per primi hanno rotto l’isolamento del dittatore con convenevoli, sorrisi e battute. Al pranzo ufficiale a Palazzo Chigi Berlusconi anzi si è augurato di poter rivedere Lukashenko al summit di Praga. Addirittura Berlusconi sta organizzando una visita ufficiale a Minsk per l’autunno. La prima visita ufficiale di un rappresentante occidentale dopo anni di isolamento. Per il governo italiano infatti la Bielorussia ha fatto grandi passi avanti verso la democratizzazione, secondo quanto riporta Frattini a cui si chiedeva se fosse davvero necessario stringere la mano ad un tiranno e trattarlo con tutti i convenevoli.

CONVENEVOLI TRA TIRANNI? - La parte più comica (o tragica a seconda dei punti di vista) è che nella conferenza stampa il dittatore Lukashenko ha dichiarato che Berlusconi non è un dittatore ma un patriarca”. Detto da un tiranno dobbiamo fidarci quindi. Non solo ma: ”Il premier italiano non ha bisogno di consigli, ero io a chiederne. Il 75 per cento degli italiani ripone fiducia in Berlusconi”. Sì, avete capito bene. Berlusconi ha dato consigli a Lukashenko su come fare il dittatore. Notevoli poi le lodi sperticate di Lukashenko nei confronti di Berlusconi e della sua popolarità. O è invidia? Il consenso del Bielorusso è sceso negli ultimi anni e vuole copiare la strategia berlusconiana? Non sappiamo poi se Berlusconi abbia mimato il mitra come fece in passato con Putin. Ma siamo sicuri che avrà intrattenuto Lukashenko con barzellette sui comunisti e sui giornali di sinistra contro di lui. Lukashenko si sarà commosso vedendo in Berlusconi lui da giovane.

CLIMA POSITIVO - Venendo all’altro incontro ufficiale a Roma, quello cioè con Ratzinger, secondo la sala stampa vaticana è durato 25 minuti (lunghissimo per le abitudini del pontificato di Benedetto XVI). Nell’incontro, avvenuto secondo il Vaticano in un “clima positivo”, si è parlato di rapporti interreligiosi, politica interna e di pace nel mondo. Esatto, non è uno scherzo. Ratzinger ha parlato con l’ultimo dittatore d’Europa di pace nel mondo. Ormai ci siamo abituati un po’ a tutto di questi tempi…

Fabristol

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Teniamo Peppino in vita

31 anni fa moriva Peppino Impastato, un ragazzo che non ha mai accettato il fatto che la sicilia fosse comandata da mafiosi, ladri e assassini, forse all’epoca la “mafia” era più evidente, girava in giro con la pistola e si riuniva in gran consiglio e si sapevano i nomi di tutti, per un’assurda fama fondata sul terrore. All’epoca ragiovana con la violenza, con le bombe e le pistole, con rapimenti e sparatorie, con sicari venuti da lontano e con corpi mai trovati. Ora invece no, ora la “mafia” non è più così evidente, ce la fanno passare per normalità, la troviamo ovunque, nei concorsi pubblici e privati, negli ospedali, nei cimiteri, nelle cliniche, all’università, negli enti pubblici, alle elezioni, nei comuni, in parlamento, e ogni volta che ci viene negato ciò che ci spetta di diritto; perchè ora la “mafia” ragiona con le raccomandazioni, con le mazzette e gli appalti truccati, ragiona con i finanziamenti europei, e i rimborsi elettorali, la mafia è cambiata, e con lei dobbiamo cambiare anche noi, dobbiamo reagire, farci sentire, rompere le scatole a chi di dovere se qualcosa non ci sembra giusta, non cercare scorciatoie e sopratutto ci dobbiamo informare.

Peppino gridava forte il suo dissenso, troppo forte per i gusti di qualcuno, che nella notte tra l’8 e il 9 del 1978 lo fece saltare in aria.

Facciamo rivivere Peppino nelle nostre parole e soprattutto nelle nostre azioni.

Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,
negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,
aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato,
si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore.

I Cento Passi – Modena City Ramblers

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