Archivio per Ottobre, 2008

Vignettuzza

Inauguro oggi la rubrica vignettuzza, con le vignette più simpatiche che mi capiterà di incontrare.

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Vittorio Foa

Pochi giorni fa ci ha lasciati, quasi centenario, Vittorio Foa: uno di quegli italiani dei quali s’è perso lo stampo. Lo ricordo con questo suo scritto, lo stralcio di una testimonianza pubblicata nel volume “Cinquant’anni di Repubblica italiana”, a cura di Guido Neppi Modona (Einaudi, 1996).

“Ho la fortuna di essere abbastanza vecchio e di aver partecipato alla resistenza nel Partito d’ Azione. E sono anche abbastanza vecchio per essere stato membro dell’ Assemblea Costituente, sempre come deputato di quel partito. Aggiungo che, quando è iniziata la Resistenza, ero già grande, avevo già molti anni e molte vicende sulle spalle. Sono d’ accordo con chi ritiene che la Resistenza non abbia dato vita ad un’ elaborazione costituzionale, che la Costituzione italiana, che è veramente un’ opera di grande rilievo, sia stata costruita secondo un percorso non lineare. Devo però dire, come testimone, che nella mia memoria personale la Resistenza è stata un elemento profondamente fondante non soltanto rispetto alla sfera della politica ma anche rispetto a un insieme più ampio, all’ essere nazione, naturalmente una nazione diversa da quella fascista. Molti, allora, si sono dati da fare non solo per il successo di alcune idee, ma anche perché tutti gli altri, anche quelli con idee diverse, avessero la libertà di esprimerle. Volevamo un’ Italia diversa. Fra di noi c’ erano molte differenze, c’ erano i radicali e c’ erano i moderati, dominava un’ ispirazione sociale come pure una religiosa. Erano convinzioni forti, ma nella Resistenza c’ era un elemento comune, era l’ idea di un’ Italia che doveva uscire dall’ immane tragedia della guerra, un’ Italia che esaltava la libertà degli italiani, che impegnava la collettività nella difesa e nella promozione dei deboli, che rifiutava l’ aggressione e l’ oppressione e cercava la collaborazione per il bene comune. Questa volontà di un’ Italia diversa era presente in ogni segmento della Resistenza, il suo riferimento era il Comitato di Liberazione, che era insieme un aggregato di partiti e una realtà che trascendeva i partiti. Ebbene, quest’ idea io l’ ho vissuta tale e quale anche nell’ Assemblea Costituente, terreno di scontro politico e di lavoro comune per dare un futuro all’ Italia. Ho molti ricordi. Il capo della Democrazia Cristiana era Alcide De Gasperi, quello del Partito Comunista era Palmiro Togliatti, il leader scialista era Pietro Nenni; poi c’ erano un piccolo Partito d’ Azione e un Partito Liberale, con tanti grossi nomi di un passato senza ritorno. Indubbiamente vi erano profondi contrasti, ma quando prendeva la parola De Gasperi, Togliatti lo ascoltava con attenzione e rispetto, e quando parlavano Togliatti oppure Nenni, la destra e il centro facevano silenzio. Ricordo la drammatica seduta finale dell’ Assemblea quando il giovane deputato La Pira chiese di scrivere nella Costituzione un richiamo a Dio, e il tono affettuoso e paterno con il quale Togliatti gli spiegò che la cosa era impossibile. Voglio sottolineare che una fase costituente, una mens costituente è una ricerca plurale di un’ unità che sta sopra di noi: è un Comitato di Liberazione. Senza retorica e senza polemica verso un certo revisionismo storiografico ricordo che allora cercavamo di ricostruire l’ identità nazionale che il fascismo aveva disperso: ci sentivamo italiani, naturalmente italiani, in un mondo aperto e non diviso dall’ odio. Il fascismo aveva asservito il Paese alla barbarie hitleriana, aveva fatto le guerre per conto di Hitler, aveva mandato a morire centinaia di migliaia di ragazzi per servire il nazismo. L’ 8 settembre 1943, con l’ inizio della Resistenza, abbiamo dato mano alla ricostruzione di un’ identità nazionale. Ancora un ricordo. Io sono ebreo, ero in carcere quando, a partire dal 1938, il fascismo ha avviato la persecuzione degli ebrei italiani togliendo loro il lavoro e cacciando i loro bambini dalle scuole. Io non sentivo la mia protesta come ebreo, ma nei limiti in cui si può alzare una protesta dal fondo di una prigione, protestavo perché l’ Italia che avevo nella mente e nel cuore era tradita e sporcata dalla vergogna razzista”.

fonte: Piero Ricca

il cannocchiale

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Il genio, po-po-porno

Una canzone geniale

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Multa a virgola


Multe complessive per 1.160.000 euro: lo ha deciso l’Antitrust nei confronti di cinque società per pratiche commerciali scorrette relative a messaggi riguardanti un abbonamento settimanale per ricevere contenuti multimediali sul telefonino, senza che fossero chiariti i costi e le modalità di fruizione, inclusa la disattivazione. Le società coinvolte sono Neomobile (soggetto fornitore di loghi e suonerie), Telecom Italia, Vodafone Omnitel, Wind Telecomunicazioni e H3G.

In particolare, spiega l’Antitrust, veniva attribuita enfasi alla gratuità degli SMS e alla possibilità di ricevere una suoneria gratis, omettendo che si trattava di abbonamento a un servizio di ricezione di contenuti multimediali, riportato in una nota di carattere e grafica sproporzionate rispetto al messaggio pubblicitario. Per Neomobile, la sanzione è di 115.000 euro; per Telecom Italia di 315.000 euro; per Vodafone Omnitel di 285.000 euro; per Wind Telecomunicazioni di 265.000 euro; per H3G di 180.000 euro.

fonte: www.repubblica.it

Chissà perchè quando multano le multinazionali mi sento più sollevato. Chissà perchè.

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Scoperta una nuova molecola anti-Aids

Scoperta nuova molecola anti-Aids
blocca il virus nelle cellule umane

Il Cnr di Pavia e l’Università di Siena hanno scoperto come bloccare la replicazione mediante un enzima del nostro organismo. I farmaci classici inibiscono proteine dell’Hiv: ma queste mutano e li rendono inefficaci.

Repubblica descriveva la scoperta come un evento sensazionale, ma cercando su altri giornali internazionali, la notizia non è stata riportata. So benissimo che non sarà la scoperta del secolo, ma spero almeno che sia un passo in avanti per una cura efficace.

ecco a voi l’articolo.

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L’islam e le spose-bambine

Vorrei scusarmi con tutte le persone islamiche che dovessero leggere questo post, per non essere riuscito a descrivere i fatti in maniera oggettiva.

In Indonesia un leader religioso di 43 anni, proprietario di una scuola islamica, ha sposato una dodicenne e si appresta a sposare altre due bambine rispettivamente di 9 e 7 anni.

Secondo quanto affermato dall’uomo (se così lo possiamo chiamare), le bambine gli  piacciano perché può educarle come si deve e farle diventare “buone donne musulmane”. Il protagonista della vicenda è un uomo d’affari 43enne, che gestisce l’istituto Pondok-Pesantren Miftakhul Jannah a Semarang, nell’isola di Giava.

Il leader religioso, difeso da tutti gli altri leader indonesiani, ha affermato che l’Islam consente il matrimonio con minorenni come dimostrato dal fatto che il profeta Maometto ha sposato la moglie prediletta Aisha quando questa aveva 7 anni. In ogni caso, giusto per lavarsi la coscienza, l’Imam ha garantito che non avrà rapporti sessuali con le bambine almeno fino a quando queste non avranno la prima mestruazione. Allucinante.

Incredibili le reazioni dei politici indonesiani. Hilman Rosyad Syihab, vice presidente del Parlamento e uno dei leader della formazione islamica del Partai Keadilan Sejahtera (PKS), ha detto che l’uomo “è giustificato perché segue l’esempio di Maometto”. Va detto che la legge vigente in Indonesia dice che una donna può sposarsi quando raggiunge 16 anni e un uomo quando arriva al compimento dei 19. L’età del consenso sessuale è invece di 16 anni, quindi in teoria il religioso rischierebbe la galera. Tuttavia i religiosi indonesiani si oppongono fermamente all’arresto del loro compare sostenendo che il matrimonio, secondo i precetti islamici, è perfettamente regolare.

La pratica di prendere spose bambine è purtroppo molto diffusa nell’Islam. In pratica si tratta di una vera e propria pedofilia legalizzata dai precetti religiosi, una cosa inammissibile e che non può e non deve essere tollerata. E’ inutile che in molti Stati siano state introdotte leggi per evitare che ciò avvenga (in Marocco per esempio) quando poi dette leggi vengono puntualmente aggirate dai precetti religiosi, cosa che oltretutto avviene anche in occidente favorita dall’immobilità delle Istituzioni poco propense a “intromissioni” nelle religioni altrui.

Spesso viene preso ad esempio il Profeta, ma come detto da Siti Musdah Mulia, presidentessa della ‘Indonesian Conference on Religion and Peace’, “Maometto ha riportato Aisha dai genitori dopo averla sposata ed è ritornato a prenderla dopo che è diventata adulta”. In ogni caso è necessario che questa pratica venga decisamente impedita e che le Istituzioni occidentali vigilino affinché almeno in occidente ciò non avvenga.

fonte: www.libero-news.it



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Il sole non è soggetto ai monopoli

Il premio nobel per la fisica Carlo Rubbia ha rilasciato un’intervista al giornale La Repubblica in cui risponde ad alcune domande sul nucleare e sulle possibili soluzioni alla crisi energetica.

D: Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell’energia?

R : “Non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è   destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l’oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”

D: E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l’uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l’alternativa?

R: “Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità”.

D: Il sole, però, non c’è sempre e invece l’energia occorre di giorno e di notte, d’estate e d’inverno.

R: “D’accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.


D: Se è così semplice, perché allora non si fa?

R: “Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.

leggi l’intera intervista su: www.repubblica.it

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Cossiga a proposito dei disordini

Dall’intervista rilasciata dal senatore Francesco Cossiga al quotidiano La Nazione.

Domanda – Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

Risposta – Dipende, se ritiene d’essere il Presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico PCI ma l’evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.

D – Quali fatti dovrebbero seguire?

R – Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’interno.

D – Ossia?

R – In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…

D – Gli universitari, invece?

R – Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

D – Nel senso che…

R – Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

D – Anche i docenti?

R – Soprattutto i docenti.

D – Presidente, il suo è un paradosso, no?

R – Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!

D – E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero.

R – Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio.

D – Quale incendio?

R – Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese.

Francesco Cossiga ha 80 anni, speriamo sia l’ateroscherosi.

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Solo gli stupidi non cambiano idea.

Per citare Homer Simpson “Solo gli stupidi non cambiano idea”

Ecco, per chi non ci avesse fatto caso, ad una simpatica controaffermazione del presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

22 ottobre 2008

Berlusconi: “Polizia negli atenei”

fonte: La Repubblica

23 ottobre 2008

Berlusconi: “mai parlato di polizia nelle scuole”

fonte: Il Secolo XIX

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La ricetta di Piero Calamandrei

In questi anni di leggi assurde, di economie sfasciate e di informazione inesistente mi sembra giusto aiutare chi tenta con unghie e denti di informare e far conoscere fatti e personaggi in maniera oggettiva.

Riapro con questo articolo, dedicato a Piero Calamandrei, questo blog, uno come tanti. Sicuramente non lo utilizzerò esclusivamente per inserire notizie di cronaca ed informazione, ma altrettanto sicuramente non troverete mai gli ultimi video di Tiziano ferro o i risultati del mio fantacalcio. Spero di allettarmi con notizie nuove e interessanti.

Piero Calamandrei era un avvocato, nonchè docente universitario. Durante il ventennio fascista fu uno dei pochissimi professori e avvocati che non ebbe né chiese la tessera del Partito Nazionale Fascista continuando sempre a far parte del movimento antagonista.

Calamandrei nel 1950 pronunciò un discorso che è più che mai attuale.

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950.) “

Fonte: www.wikipedia.it

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