Archivio per Aprile, 2009

Cofferati: un antisindacalista

Wikipedia, alla voce Sergio Cofferati enuncia:

Sergio Gaetano Cofferati (Sesto ed Uniti, 30 gennaio 1948) è un sindacalista e politico italiano. È attualmente sindaco della città di Bologna…

ed invece oggi che ti vado a leggere su Repubblica:

Cofferati condannato per comportamento antisindacale

ebbene si, proprio Cofferati, che ho sempre considerato il sindacalista per eccellenza, ovviamente dopo Bertinotti, per carità, lo stesso Cofferati che negli anni novanta parlava alle piazze gremite di lavoratori e si batteva per l’aumento delle pensioni.

Bene, oggi, lo stesso Cofferati decurta la paga degli scioperanti.

avete letto bene, Il Cofferati, infatti,  nella sua veste di Presidente del Teatro Comunale, è colpevole di comportamento antisindacale nei confronti dei dipendenti della Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Il giudice del Lavoro Filippo Palladino ha infatti accolto il ricorso di due sigle sindacali, Fials e Cisl, contro la decisione della Fondazione di decurtare la paga non solo a coloro che aderirono agli scioperi del 22, 24, 26 e 27 marzo, ma anche ai lavoratori che quelle sere si presentarono in palcoscenico. Poiché La gazza ladrà non andò in scena, la Fondazione aveva applicato il principio della non ricevibilità della prestazione, informandone i dipendenti con un comunitato che il giudice ha ritenuto lesivo della libertà di sciopero. Secondo la sentenza depositata ieri, la Fondazione si farà carico delle spese processuali e risarcirà i dipendenti che non aderirono allo sciopero.

Nella vita alcune cose cambiano, altre invece non cambieranno mai

Morfeus

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Diffamatore impunito

Le quattro più alte cariche dello Stato sono ‘fuori legge‘. Tutto ciò grazie al criminogeno Lodo Alfano. Silvio Berlusconi ha voluto fortemente questo ’stupro costituzionale’ per evitare di essere coinvolto e condannato nel processo Mills. L’avvocato inglese non ha avuto la stessa fortuna. Silvio Berlusconi oggi può mentire, diffamare, e compiere qualsiasi reato. Può farlo su sei televisioni ed altrettanti giornali. Contro di lui non è possibile fare altrettanto, la legge lo tutela. Gode di un’immunità beffarda che è messa nelle sue mani trasforma la legge da garanzia di tutela ad arma offensiva.

Oggi, mercoledì 22 aprile, Silvio Berlusconi ha utilizzato il lodo Alfano. Per voce del suo avvocato ha rifiutato, avvalendosi appunto del lodo, di farsi processare per diffamazione nella causa intentata dal sottoscritto il 10 aprile dello scorso anno. Quel giorno, il presidente del Consiglio, nella puntata di ‘Porta a Porta’, dichiaro’ «… non ha nemmeno una laurea valida. Non ha mai presentato un diploma di laurea originale, ma sempre certificati diversi uno dall’altro, sia per data sia per voti assegnati». Per queste menzogne il sottoscritto presentò un’esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo che poi ha aperto un fascicolo. All’udienza preliminare odierna, ecco la porcata poc’anzi descritta, tramite interposta persona di un avvocato. Al Gup non è rimasto che rimandare l’udienza al prossimo novembre in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla costituzionalità o meno del famigerato «lodo Alfano».

E’ curioso notare come su quella puntata di ‘Porta a Porta’ non si siano scagliate allora né le critiche dei politici, né la mannaia della Commissione di Vigilanza Rai e come Bruno Vespa non abbia ricevuto da parte dei dirigenti Rai le stesse ‘attenzioni’ riservate a Santoro e Vauro.

A me non rimane che trarre una conclusione, Silvio Berlusconi, da oggi, oltre a non poter essere processato per corruzione abbiamo la prova che non può esserlo neanche per diffamazione.

Antonio Di Pietro

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Vauro

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Gioacchino Genchi ha agito correttamente

Gioacchino Genchi, additato dal Copasir, da politici di destra e sinistra e dalla stampa al seguito come un mostro che spia tutto e tutti e dunque «merita l’arresto» (Gasparri), «ha agito correttamente» senza violare alcuna legge. Lo scrive il Riesame di Roma, presieduto da Francesco Taurisano, nelle motivazioni all’annullamento dei sequestri dei computer di Genchi, disposti dai procuratori Toro e Rossi ed eseguiti dal Ros. Di più: i giudici demoliscono pure le fantasiose accuse mosse a suo carico (abuso d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico, violazione dell’immunità parlamentare e del segreto di Stato). Genchi «non ha violato le guarentigie dei parlamentari interessati all’acquisizione dei tabulati» (Mastella & C.): «agiva di volta in volta in forza del decreto autorizzatorio del pm De Magistris, comunicandogli ogni… coinvolgimento di membri del Parlamento intestatari delle utenze».

L’accesso all’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate «non ha arrecato nocumento» ad alcuno. Quanto ai tabulati di uomini dei servizi segreti, «non è dato comprendere il nocumento per la sicurezza dello Stato», ma soprattutto «il tribunale non rinviene la norma di legge» che vieterebbe di acquisire i tabulati di uno 007: «Genchi agì nell’esercizio delle sue funzioni di ausiliario del pm De Magistris». Domandina: quando tre pm di Salerno perquisirono la Procura di Catanzaro e il Riesame diede loro ragione, il Csm li cacciò su due piedi. Ora che due pm di Roma han perquisito Genchi e il Riesame ha dato loro torto, cosa pensa di fare il Csm? Per coerenza, non potrà che promuoverli.

M. Travaglio

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QUELLA PRESA IN GIRO DEI MUTUI SOSPESI DOPO IL TERREMOTO

In queste ore le banche stanno passando per eroine della patria, dopo la decisione dell’Abi di sospendere il pagamento delle rate del mutuo fino alla fine dell’anno, in favore delle popolazioni terremotate dell’Aquila.

A parte il fatto che se uno ha avuto la casa totalmente distrutta dal terremoto, non vedo per cosa debba continuare a pagare.

Un gesto davvero nobile sarebbe stato annullare del tutto le rate dei mutui per chi ha perso la propria abitazione.

Ma ciò che molti non sanno, è che la sospensione dei mutui non è un regalo del Governo e dell’Abi, ma una possibilità chiaramente prevista dalla legge.

E’ dal dicembre 2007, infatti, ossia dall’ultima finanziaria del Governo Prodi (Legge 24 dicembre 2007, n. 244), che è prevista la possibilità per il cittadino in difficoltà di poter sospendere il pagamento del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa, sino a 18 mesi.

L’unico problema è che il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro della solidarietà sociale non hanno ancora ritenuto opportuno, a distanza di ben 15 mesi, emanare le norme di attuazione del Fondo indispensabili per rendere operativo il provvedimento previsto dall’art. 1, comma 475, della Legge n. 244/2007.

Per questo abbiamo deciso, dopo aver presentato ricorso al Tar, di adire anche al Consiglio di Stato chiedendo di “accertare la illegittimità del silenzio inadempimento”, di “dichiarare l’obbligo delle Amministrazioni resistenti a voler provvedere entro il termine di trenta giorni”, nonché di “nominare un commissario ad acta che provveda, nel caso in cui l’amministrazione resistenti resti inadempiente, in luogo della stessa”.

Il ricorso sarà discusso al Consiglio di Stato il 12 maggio p.v.

Carlo Rienzi.

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“Ma io per il terremoto non do neanche un euro…”

Nonostante le centinaia, forse migliaia, campagne di racconta fondi per aiutare gli amici abruzzesi, una voce ha rubato l’attenzione di tutti: “Ma io per il terremoto non do neanche un euro…” sono le parole di Giacomo Di Girolamo, un giovane giornalista di Marsala, che porta dentro la rabbia di tanti che finora non hanno avuto voce.

Giacomo è stato invitato al programma di Michele Santoro in onda su Raidue alle ore 21. Ospiti in studio saranno l’on. Niccolò Ghedini del PdL, l’on. Antonio Di Pietro de L’Idv, il giornalista del Sole24Ore Mariano Maugeri e il Capo della Sala Italia della Protezione Civile Titti Postiglione. Nella puntata di domani anche la satira di Sabina Guzzanti.

Ecco le parole di Giacomo Di Girolamo.

“Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme – da generazioni – gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.”

Giacomo Di Girolamo

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Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell’Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?

Notizia Importante: Impregilo smentisce la costruzione dell’ospedale:

«Noi non abbiamo lavorato a nulla che sia strutturale riguardo l’ospedale de L’Aquila – spiega Giampaolo Frant, direttore dell’ufficio stampa della Impregilo – Poi, siamo in democrazia, e ognuno, specie sui siti, può scrivere quello che vuole». «L’ospedale ha iniziato la costruzione nel 1972, mentre noi abbiamo vinto una gara nel 1991, quando l’intera struttura era già stata tirata su. Il nostro compito, con diversi stralci durato fino al 2002, è stato quello di realizzare gli impianti sussidiari: pavimenti, bagni, impianti elettrici e meccanici, mobili, opere di cintura. Ma non ho idea di chi abbia precedentemente realizzato la struttura».

Impregilo! Si, sempre lei.
La stessa che ha causato l’emergenza rifiuti a Napoli.
La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. (Vedi: Video delle Iene)
La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi. (Leggi la notizia)
La stessa che ha vinto l’appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

E’ l’Impregilo che ha costruito l’ospedale San Salvatore dell’Aquila caduto come se fosse di cartapesta. (Link)

Chi diavolo è questa società dell’enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlerà di lei?
Anche questa volta la passerà liscia?

Rabbia. Rabbia. Rabbia.

PS: Se per qualcuno la prima fonte non fosse sufficiente segnalo che basta andare sul sito dell’Impregilo e ricercare “Ospedale” per leggere:

In questo settore IMPREGILO ha realizzato sia in Italia che all’estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.
In Italia
• Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 posti letto, 21 camere operatorie.
• Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all’avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3, 210 posti letto, 7 camere operatorie.
• Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12 camere operatorie.
• Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV.
• Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto.
• Ospedale di Viareggio: 80.000 m2, 600 posti letto.
• Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto.
Inoltre, ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio.

Oppure ricercare direttamente “San Salvatore” per leggere:

Tra le acquisizioni effettuate giova ricordare:

Autopista Oriente Poniente (Cile), RSU Campania, Rio Chillon (Perù), Ospedale St. David’s (Inghilterra), Chattahoochee tunnel e Laboratorio Fermi (Stati Uniti), Strada Ebocha-Ndoni (Nigeria), Ospedale San Salvatore (L’Aquila) e ristrutturazione Hyatt Hotel (Milano)

Luigi Massa Gallerano

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Io se fossi Dio

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti e specialmente… tutti.
Che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti, avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete:
avete ancora la libertà di pensare,
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento!
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti!
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano!

tratto da “Io se fossi Dio” di Giorgio Gaber (1980)

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Terremoto in Abruzzo: prevedibile

Gianpaolo Giuliani, ricercatore presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso ha messa a punto da tempo uno strumento chiamato “Precursore sismico,” che permetterebbe di rilevare con un anticipo di 6-24 ore l’arrivo di un terremoto e che sarebbe basato sull’esame del comportamento del Radon all’interno del terreno.

Tutto l’ Abruzzo nelle scorse settimane era stato colpito dal cosiddetto “sciame sismico”, cioè una serie di scosse, di lieve entità, percepite per lo più solo dagli strumenti. Ma negli ultimi giorni la situazione stava peggiorando e Gianpaolo Giuliani aveva lanciato l’allarme: la regione sarà colpita domenica 29 marzo da un terremoto «disastroso». Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. E Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, ha ripetuto che «lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere».

Nella notte del 29 marzo c’era infatti stato a Sulmona un terremoto di 4 gradi della scala Richter. Questo e la «profezia» aveva fatto scattare il panico tra i cittadini di Sulmona e dintorni. L’analisi di Giuliani era basata sull’analisi di un gas radioattivo, il radon, che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengono attivate il gas trova una via di fuga giungendo in superficie. Giuliani aveva dato anche un’indicazione precisa dell’allarme: da lì a poche ore. Il sisma però non era avvenuto. Ma la terra si è scatenata circa una settimana dopo.

Oggi, dopo la tragedia, Giuliani parla con amarezza: «C’è il rischio che domani mi mettano in galera – dice – ma confermo: non è vero, è falso, che i terremoti non si possono preveder. Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi. Da tre giorni – continua- vedevamo un forte aumento di radon, al di fuori della soglia di sicurezza. E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti. Questa notte il mio sismografo denunciava una forte scossa di terremoto e ce l’avevamo online. Tutti potevano osservarlo e tanti l’hanno osservato. Poteva essere visto ce ci fosse stato qualcuno a lavorare o si fosse preoccupato. Abbiamo vissuto la notte più terribile della nostra vita, sono sfollato anche io… Questi scienziati canonici, loro lo sapevano che i terremoti possono essere previsti».

In questo video Giuliani spiega il funzionamento del “precursore sismico”.

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Batterie “a virus”

battery-virus

Un microorganismo per alimentare batterie per cellulari, lettori MP3 e persino automobili. Per la prima volta la scienza parla concretamente di “tecnologia pulita” e lo fa con un progetto già presentato all’attenzione del presidente americano Barack Obama. I ricercatori del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, sono infatti riusciti a progettare geneticamente dei virus per ottenere il polo negativo e quello positivo di una batteria agli ioni di litio.

“Il nuovo virus produci-batterie – spiega Angela Belcher, docente di Scienza dei materiali e ingegneria biologica che ha condotto la ricerca – ha la stessa capacità energetica e la stessa potenza delle batterie ricaricabili che usiamo oggi per caricare la macchina, ma potranno essere utilizzate anche per caricare i normali dispositivi elettronici”. Le nuove batterie potranno essere realizzate in modo economico e rispettoso dell’ambiente, senza solventi pericolosi né materiali tossici.

In una batteria tradizionale, gli ioni di litio scorrono tra l’anodo negativo, in genere di grafite, e il catodo positivo, generalmente di ossido di litio e cobalto. Nell’aprile del 2006 un gruppo di scienziati del MIT guidato dalla Belcher annunciò di aver trovato un modo per utilizzare i virus per formare cavi nanoscopici adatti a costruire batterie agli ioni di litio ultra sottili, e dotati di tre volte la normale densità di energia. Da allora è stata fatta molta strada.

Nell’ultimo lavoro, il team si è concentrato sulla costruzione di un catodo ad altissima potenza, da equilibrare con l’anodo. I catodi sono infatti più difficili da costruire poiché devono essere degli ottimi conduttori, mentre la maggior parte dei materiali candidati a riprodurli sono altamente isolanti. Per ottenerli, i ricercatori Gerbrand Ceder e Michael Strano hanno progettato dei virus che prima si ricoprono di fosfato di ferro, poi afferrano i nanotubi di carbonio così da creare una rete di materiale ad altissima conduttività.

Poiché i virus riconoscono e si legano in particolare a certi materiali (in questo caso ai nanotubi di carbonio), ogni cavo nanoscopico al fosfato di ferro può essere elettrizzato per mettere in relazione la loro rete. Gli elettroni possono viaggiare lungo la rete di nanotubi di carbonio, infiltrandosi attraverso gli elettrodi fino al fosfato di ferro e trasferendo energia in pochissimo tempo.

Il virus batteriofago M13 è stato modificato geneticamente. In sostanza, trasformato in un piccolo elettrodo. Si tratta di un comune battericida, che attacca questi organismi ma è innocuo per l’uomo. Il team ha riscontrato che l’incorporazione di nanotubi al carbonio aumenta la conduttività del catodo senza aggiungere troppo peso alla batteria. Stando ai test, le batterie con il nuovo materiale catodico potranno essere ricaricate e scaricate fino a 100 volte senza perdere capacità. “Ci aspettiamo risultati anche migliori in futuro”, ha aggiunto la Belcher.

Il prototipo è confezionato come una batteria classica, ma molto più leggera, adattabile e sicura. La scorsa settimana, la presidentessa del Mit, Susan Hockfield, ha presentato la scoperta alla Casa Bianca, parlando a lungo con il presidente Obama della necessità di raccogliere fondi federali a favore delle tecnologie ad energia pulita.

Ora che i ricercatori hanno dimostrato di essere in grado di elettrizzare le batterie attraverso dei virus, hanno intenzione di continuare utilizzando materiali come il fosfato di magnesio e il fosfato di nickel. Quando anche questi progetti saranno pronti, concludono i ricercatori, i dispositivi potranno raggiungere il mercato.

fonte: repubblica.it

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