Le elezioni regionali sono appena finite, qualcuno ha vinto, qualcuno ha perso. Ma cosa c’era in gioco? Come potrete immaginare la posta era davvero alta, gli stipendi dei presidenti regionali infatti non hanno molto da invidiare ai tanto eclatanti stipendi parlamentari.
Lo stipendio più alto spetta ad un comunista per eccellenza, nonchè mio presidente regionale, Nichi Vendola in Puglia porta nelle sue tasche 18.885 euro lordi al mese (Alla faccia del comunista). Dietro di lui i governatori di Sardegna (Cappellacci del Pdl) e Sicilia (Raffaele Lombardo), che incassano rispettivamente 14.624 e 14.329 euro mensili. Poi c’è il neo-presidente della Calabria Giuseppe Scopelliti (13.353 euro) e la laziale Polverini (12.548 euro).
Per quanto concerne invece le poltrone dei consiglieri regionali, spicca il caso eclatante del Piemonte, dove
lo stipendio mensile lordo è fissato a quota 16mila euro. Dopo i piemontesi i consiglieri regionali più pagati sono ancora una volta quelli della Puglia (13.830 euro al mese), quindi troviamo l’Abruzzo (13.359) che però non ha votato, la Lombardia (12.555), la Sardegna (11.417), anche questa regione fuori dall’ultima tornata elettorale, l’Emilia-Romagna (11.053 euro) e la Calabria (11.316). All’ottavo posto per retribuzioni si piazza la Campania (10.976 euro), seguita dalla Sicilia (10.946), dal Molise (10.255), dal Lazio (9.958), dal Veneto (9.977), dalla Liguria (9.337) euro. A chiudere questa ricca classifica gli eletti in Friuli Venezia Giulia (7.766 euro), Toscana (7.633), Basilicata (7.029), Marche (6.810), Trentino Alto Adige (6.614) euro, Valle d’Aosta (6.607 euro) ed infine quei poveracci dell’Umbria prendono solo 6.597 euro, poveretti, come faranno ad arrivare a fine mese?


, che ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale tre leggi regionali, considerate un ostacolo allo sviluppo dell’energia atomica.
), con la
) ha inserito le disposizioni contro il nucleare nella finanziaria regionale,
) la 
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