Archivio per maggio, 2010

Brunetta e il suo raccomandato

Davide Giacalone è uno scrittore italiano, vicino al ministro della Funzione Pubblica e dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione, nominato al vertice dell’Agenzia per l’Innovazione. Dopo la bocciatura alla DigitPa da parte del parlamento e il ritiro della candidatura. Ma le competenze dove sono?

Renato Brunetta non è il tipo da perdersi d’animo. Per questo, quando una sua nomina finisce in fumo perché qualcuno in Parlamento si mette di traverso, lui trova comunque il modo di aggirare l’ostacolo. E così il suo consigliere Davide Giacalone, se deve ritirare la candidatura alla DigitPA, poi si ritrova al vertice dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’Innovazione, che, riferisce il suo sito internet, “ha la missione di accrescere la capacità competitiva delle piccole e medie imprese, dei distretti industriali e di promuovere l’integrazione fra il sistema della ricerca e il sistema produttivo“.

IL PRIMO TENTATIVO – In gennaio era andata diversamente: Giacalone era stato proposto al vertice della DigitPA, l’ex Cnipa, ma la sua nomina doveva ricevere il parere di Camera e Senato. Da Montecitorio arrivò un sì a maggioranza, da Palazzo Madama il responso fu negativo. Contemporaneamente, comparvero alcune interrogazioni parlamentari che facevano riferimento al passato giudiziario di Giacalone, alle quali il ministro rispose severamente: “Davide Giacalone è stato oggetto, nel 1993, di due inchieste penali, subendo anche provvedimenti cautelari. Non ha mai riconosciuto od ammesso nessuno dei reati a lui contestati. Con riferimento al primo filone di indagini (tangenti Ministero poste), nessuna delle accuse inizialmente mosse, per i reati di corruzione e concussione, si è poi concretizzata nella richiesta di rinvio a giudizio. Per quel che riguarda il secondo filone di indagini (tangenti frequenze Tv), il dott. Giacalone è stato assolto, perché il fatto non sussiste, già al termine dell’udienza preliminare. Sentenza poi confermata e divenuta definitiva. Per queste vicende giudiziarie ha due volte chiesto e ottenuto dallo Stato il risarcimento ai sensi della legge n. 89 del 2001, c.d. “Legge Pinto”.

LE VICENDE GIUDIZIARIE – Tutto corretto nella replica di Brunetta (scritta con uno stile e una terminologia davvero giacaloniani, tra laltro) e anche il Corriere, in questo vecchio articolo del 1993, ricorda che i fatti andarono diversamente: Giacalone, allora appena ventottenne, era da poco entrato nello staff del ministro delle Poste Oscar Mammì: un ragazzo destinato a diventare il golden boy delle tv con un contratto di collaborazione da quasi mezzo miliardo in due anni per la Fininvest di Silvio Berlusconi. E Giacalone, interrogato in carcere dal Pm Paolo Ielo, a raccontare il suo primo incontro con Giuseppe Parrella, direttore dell’ azienda di Stato per i servizi telefonici e gran collettore di mazzette. E a mettere a verbale molte altre cose. L’ ex collaboratore del ministro “spara a zero sul partito repubblicano. Parla di miliardi e miliardi di bustarelle che gli furono consegnati dal boss dell’ Asst. E tira in ballo Mammi’ , Bruno Visentini e Giorgio La Malfa. Su La Malfa dice: “Nel complesso tre o quattro volte i contributi furono portati da me alla segreteria nazionale del Pri. Di tali arrivi era informato Giorgio La Malfa, che mi capitava anche di incontrare per colloqui brevi e cordiali. Una volta, La Malfa mi chiese di dire a Mammi’ se poteva “fare qualche sforzo in piu’ “.

UN UOMO PAZIENTEGiacalone, siciliano anche se nato a Livorno, 51enne, rinuncia alla nomina prima che il decreto arrivi alla firma del presidente della Repubblica, e diventa responsabile di Free News On Line, la rivista della Fondazione Free, il pensatoio di Brunetta. E intanto continua la sua collaborazione con Libero e l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa fa una rassegna stampa. Finché non arriva il posto all’Agenzia per l’Innovazione, che sembra fatto su misura per lui. La nomina non deve infatti passare per le forche caudine del Parlamento, e quindi nessuno stavolta potrà metterci il carico da 12. Solo che accade l’inaspettato: Salvatore Vassallo, del Partito Democratico, rivolge un’interrogazione urgente al ministero della Pubblica Innovazione nella quale fa notare un’assenza che brilla nel curriculum di Giacalone. L’assenza di una laurea.

NON E’ LAUREATO – Il giornalista di Libero vicino a Brunetta non solo non possiede un titolo di studio tecnico che gli assicuri competenza per il ruolo che deve svolgere, ma non ne ha proprio nemmeno uno. Non solo. Nella sterminata (cinque pagine) produzione libraria che Giacalone rivendica per sé nel suo sito internet c’è di tutto: libri sulla droga, essendo un seguace di Vincenzo Muccioli e San Patrignano, un’imperdibile storia della federazione giovanile del Partito Repubblicano, un tomo sull’energia nucleare e il movimento ecologia, qualche agiografia di Mammì, un libro sul sistema postale, uno sulle antenne libere, un saggio sul riassetto delle tlc italiane (ma parliamo del 1991: preistoria), e poi titoli quali “Un bel sì per mandare a casa Prodi“, “Il fascino perverso del comunismo“, oltre a partecipazioni, negli ultimi anni, a tutti i pamphlet di Libero sulle varie Coop Rosse, Veltroni, i brogli alle elezioni, la malagiustizia, i fannulloni d’Italia. Su piccola e media impresa, innovazione, distretti industrali, ricerca e sistema produttivo (i temi di cui si dovrà occupare al ministero) in effetti sembra esserci pochino. Per dire: non sarà un metodo scientifico, ma sempre nel suo sito internet che raccoglie la sterminata produzione di articoli per Libero, L’Opinione e altri media, una semplice ricerca della parola “Pmi” non restituisce nessun risultato. “Piccole e medie imprese”, un paio. Ma alla fine, questi sono dettagli. Andrea Augello, sottosegretario che si è presentato a rispondere all’interrogazione di Vassallo, ha detto che i suoi requisiti sono “più che adeguati”. Che altro c’è da aggiungere? Se lo dice un alfiere della meritocrazia come Renato, bisogna crederci e basta.

fonte: giornalettismo

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Una vignetta su Maometto infiamma il Sudafrica

La polemica per una caricatura di Maometto sta sconvolgendo il Sud Africa poco prima dell’inizio dei Mondiali. Gruppi islamisti hanno cercato senza successo, questa settimana, di impedirne la pubblicazione in uno dei principali quotidiani del Sud Africa, ma l’Alta Corte di Johannesburg ha negato la richiesta da parte dell’organizzazione islamica teologica Jamiatul Ulama. Il Mail & Guardian ha quindi pubblicato in una illustrazione del popolare vignettista sudafricano Jonathan Shapiro (Zapiro), il profeta dell’Islam sdraiato sul divano di uno psicologo, mentre si lamenta del fatto che “ci sono altri profeti, i cui seguaci hanno il senso dell’umorismo!” con un giornale al suo fianco che titola: “Tutti a disegnare nel giorno di Maometto“.zapirofull Una vignetta su Maometto infiamma il Sudafrica

FINE DELLA CONVIVENZA - Jamiatul Ulama assicura che il fumetto è offensivo e potrebbe portare alla violenza nel paese alla vigilia del Mondiale, l’evento sportivo più seguito al mondo. Allo stesso modo si è pronunciato uno dei capi delle principali organizzazioni islamiche del Paese, il Consiglio giudiziario musulmano (CJM), il cui presidente, Ishaan Hendricks, ha affermato in un’intervista alla Reuters che l’illustrazione è provocatoria “in un momento in cui la convivenza pacifica delle diverse comunità religiose in Sudafrica è necessaria“.

IL PROFETA E’ TRISTE - Shapiro, intanto, insiste sul fatto che la sua intenzione non era quella di offendere la comunità islamica. “Penso che tutte le religioni dovrebbero essere oggetto di satira e che alcuni gruppi religiosi non hanno alcuna ragione di pensare di essere al di sopra della società”, ha affermato al sito web di notizie sudafricano IOL. “Non ho cercato di disegnare una vignetta offensiva, volevo solo sottolineare che il profeta è triste perché i suoi seguaci, fanatici e sensibili, non hanno senso dell’umorismo”.

ATTACCARE OLANDA E DANIMARCA - Otto sudafricani su dieci professano la religione cristiana e solo l’1,5% della popolazione, stimata in circa 50 milioni di persone, è musulmano. In generale, l’integrazione sociale è stata impeccabile, fatta eccezione per gli attacchi isolati di gruppi estremisti contro gli spacciatori di droga in alcune zone ad alta criminalità di Città del Capo. Questa controversia, coincide con l’ arresto di un militante di Al Qaeda in Iraq, sospettato di aver complottato per attaccare le squadre di Olanda e Danimarca durante la Coppa del Mondo. Le forze di sicurezza irachene hanno annunciato lunedì scorso l’arresto di un saudita, Abdullah Azzam al-Qahtani, con l’accusa di preparare attentati durante la Coppa del Mondo che inizierà l’ 11 giugno. Dai discorsi intercettati dalla polizia, l’idea di attaccare il torneo era nata alla fine del 2009 e durante conversazioni con alcuni amici, al-Qahtani diceva: “Abbiamo discusso la possibilità di vendetta per gli insulti al profeta, attaccando Danimarca e Olanda. Se non riusciremo a raggiungere le squadre, attaccheremo i tifosi“.

fonte: giornalettismo

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Petizione contro la fame nel mondo

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Aumento tasse università di Bari. I Robin Hood incontrano il rettore

Arco in una mano e freccia nell’altra, così una ventina di studenti hanno fatto irruzione nell’aula dove era in corso la riunione del senato accademico dell’Università di Bari. I ragazzi, universitari delle facoltà occupate di Scienze Politiche, Lettere e Matematica, sono stati ricevuti e ascoltati dal Rettore Corrado Petrocelli a cui hanno lasciato un memorandum delle proposte contro il caro-tasse. Gli studenti infatti continuano a dire no all’aumento della contribuzione fino al 27% che il consiglio d’amministrazione sta per approvare, propongono invece un sistema di tassazione più pesante per le fasce di reddito alte. Al momento infatti chi guadagna 43mila euro paga come chi percepisce redditi per oltre 100mila. “Vogliamo una ridefinizione della progressività a partire dall’ampliamento della no tax area fino a 13.000 € di ISEEU e il passaggio da 5 a 13 fasce”. “Rubare ai ricchi per dare ai poveri” è il senso della protesta in maschera. A Petrocelli hanno consegnato anche una freccia “come monito – spiegano in una nota – del nostro impegno e della nostra mobilitazione che non intende fermarsi”

I ragazzi hanno chiesto un incontro ufficiale per discutere la loro proposta ma il rettore ha, anche giustamente, fatto notare che esistono già i rappresentanti degli studenti nelle varie  commissioni,  tasse e bilancio, e loro dovrebbero proporre queste iniziative. Sarebbe interessante sentire i rappresentanti degli studenti, facendoci spiegare cosa succede nelle commissioni e nel consiglio degli studenti, e cercare di capire anche qual’è il loro peso decisionale nell’università.

Per vedere il video dell’incontro con il rettore cliccate QUI

fonte: anche Repubblica

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Le donne sono ossessionate dalla dimensione del pene.

Secondo un’antropologa britannica “oggi le donne come gli uomini sono consapevoli che per costruire una relazione stabile, c’è bisogno di fiducia, interessi comuni e la capacità di tenersi reciprocamente. Ma al dunque… le dimensioni contano.

pene“Cara Carole, Perché le donne sono così ossessionate dalla dimensione del pene, anziché concentrarsi sul legame emotivo legato all’amore“? Questa domanda è Perché le donne sono ossessionate dalla dimensione del pene?stata rivolta da un lettore anonimo del noto quotidiano inglese The Guardian all’antropologa e psicologa dell’evoluzione umana Carole Jahme che, peraltro, sullo stesso giornale cura la rubrica “Ask Carole” (chiedi a Carole). La risposta della Jahme è stata molto precisa, con dettagliati riferimenti a quanto avviene ancora oggi in natura – vedi in alcune specie di primati – e quanto sarebbe avvenuto in migliaia di anni d’evoluzione della specie umana.

I WANT YOUR SEX – “Le origini della pulsione sessuale nei primati – scrive la dottoressa Jahme – risalgono a più di 60 mila anni fa, nella tarda era mesozoica, quando il primo primate si è evoluto. Da allora, si è fatto molto sesso ed una percentuale significativa è stata motivata dalla scelta fatta dalla femmina tra più maschi rivali“. Le femmine dei primati possono provare orgasmi multipli, ed è stato teorizzato che le femmine dei primi ominidi preferissero quei maschi che le avrebbero potute più facilmente soddisfare sessualmente. Secondo la ricercatrice, proprio questa competizione “attraverso il meccanismo della selezione sessuale, è alla base di quell’evoluzione della specie umana che ha determinato l’aumento delle dimensioni del pene e ne ha alterato la struttura morfologica“. Oggi, la misura media del pene eretto del gorilla è di circa 3cm; lo scimpanzé bonobo presenta un pene di circa 8 centimetri mentre il pene umano, in media, si aggira intorno ai 13cm. Nella maggior parte dei primati, inclusi gli scimpanzé, il pene è formato da un osso e raggiungono l’erezione attraverso una contrazione muscolare. Il pene umano, invece, si è evoluto sfruttando un sistema insolito, basato sulla vaso-congestione per raggiungere l’erezione, questo ha determinato un organo molto più flessibile di quello delle altre specie di primati e, di conseguenza, ha fornito un miglior adattamento alla parete muscolare interna dell’organo genitale femminile, favorendone gli orgasmi, appunto.

DALLO SCIMPANZÉ ALL’HOMO ERECTUS - Infatti, con l’arrivo dell’homo erectus – non fatevi strane idee, il termine deriva dal fatto che questo uomo, per la prima volta, camminava in posizione eretta e non più curvata come gli altri primati – abbiamo un pene significativamente più lungo, grande e sinuoso. Secondo la Jahme “È stato anche teorizzato che il bipedismo si è evoluto negli esseri umani per permettere al pene di assumere una forma più flessibile ed ampia, in modo da essere immediatamente riconosciuto dalle femmine“. “È interessante notare – spiega ancora l’antropologa – che mentre il pene umano è il più grande tra quelli di tutte le specie dei primati, la stessa cosa non è successa per i testicoli. Infatti, negli scimpanzé bonobo i testicoli sono due volte più grandi dei testicoli umani, mentre i testicoli nei gorilla sono la metà delle dimensioni“. Perché? La risposta, secondo gli studiosi sta nel “come avviene l’atto sessuale” tra queste specie.

IL KAMASUTRA DEI PRIMATI – I “sistemi” di accoppiamento dei primati hanno una stretta correlazione con la conformazione dell’organo genitale maschile. “Capita – spiega la ricercatrice britannica – in certi gruppi, che i maschi devono competere per la riproduzione e spesso la competizione si svolge proprio all’interno del tratto riproduttivo femminile. Lo sperma viene eiaculato da più di un maschio all’interno di una femmina, in tal modo si ha una maggiore probabilità di fecondazione dell’ovulo. Il maschio degli scimpanzè bonobo, nel periodo di calore delle femmine, spesso si accoppiano più volte con diversi individui e assai frequentemente. Questo fa in modo che la competizione tra i maschi per fecondare una femmina sia molto spinta e quindi occorre che i testicoli forniscano un’elevata capacità di produrre rapidamente seme. Per contro, i gorilla femmina vivono in harem e non capitimg1 Perché le donne sono ossessionate dalla dimensione del pene?a spesso di avere la possibilità di esercitare una scelta tra i compagni. L’impressionante gorilla Silverback (200kg) ha il pene ed i testicoli più piccoli di tutte le scimmie di sesso maschile, ma i suoi canini enormi, i suoi muscoli e il suo temperamento geloso, gli permettono di intimidire e combattere ogni potenziale concorrente“. Per la dottoressa Carole “Le dimensioni del testicolo umano indicano che nei maschi si è evoluta una condizione analoga, in cui il loro sperma ha gareggiato all’interno delle femmine, ma forse non nella stessa misura come negli scimpanzé. Tuttavia, il pene umano di dimensioni più grandi suggerisce che gli ominidi per mantenere il controllo sulle femmine dovessero sessualmente soddisfarle“. Insomma, le femmine umane del tempo avrebbero sperimentato una sorta di libertà sessuale negata successivamente nelle culture occidentali in cui era le donna, in sostanza, a decidere attraversato un periodo di matriarcato il suo partner e, secondo la dott. Carole, le dimensioni del loro pene era una specie di “garanzia”

IN CONCLUSIONE, LE DIMENSIONI NON SONO TUTTO PERO’… – “Le donne – chiosa la scienziata – non sono ovviamente tutte ossessionate dalla dimensione del pene di un uomo. Le donne sono consapevoli come gli uomini che per costruire una relazione stabile, c’è bisogno di fiducia, interessi comuni e la capacità di tenersi reciprocamente e magari divertirsi insieme. Ma una donna non sottovaluterà mai nella sua mente a livello ancestrale l’importanza delle dimensione del pene, perché proprio non può“.

Ora mi spiego perchè io sono single.

fonte: giornalettismo

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Le pupe sono un pessimo investimento


Una donna di New York ha scritto a un sito di finanza americano chiedendo consigli su come trovare un marito ricco: già ciò di per sé é divertente, ma il meglio della storia é quello che un tizio le ha risposto.

LEI: Sono una ragazza bella (anzi, bellissima) di 28 anni.Sono intelligente e ho molta classe.Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari l’anno.

C’é in questo sito un uomo che guadagni ciò?

Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito?

Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila $,ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West.Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente.Quindi mi chiedo, cos’ha fatto x meritare ciò e perché io non ci riesco?Come posso raggiungere il suo livello?

LUI: Ho letto la sua e-mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione.Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila $ l’anno.Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo:Quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare.E ciò per i seguenti motivi:Lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice.Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi.Proposta molto chiara, questa. Ma c’é un piccolo problema.Di sicuro, la Sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre é molto probabile che il mio conto bancario aumenterà continuamente.Dunque, in termini economici, Lei é un attivo che soffre di deprezzamento, mentre io sono un attivo che rende dividendi.Lei non solo soffre un deprezzamento ma questo é progressivo ed aumenta ogni anno!Spiego meglio:Oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così x i prossimi 5/10 anni, ma sempre un pò meno e all’improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita.Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei è ben quotata, nell’epoca ideale x essere venduta, non x essere comprata. Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in “trading position” (posizione di commercio), e non in “buy and hold” (compra e tieni stretto), che, da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre. Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio (“buy and hold”) con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine. In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su. ..Potremmo avere una relazione per un certo periodo…..Huuummm…. Pensandoci meglio e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, io, possibile futuro “affittuario” di tale “macchina”, richiedo ciò che é di prassi: Fare un test drive.La prego di stabilire data e ora.Cordialmente
Suo Investitore

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Renzo Bossi non capisce niente…di satira

Michel Abbatangelo è un blogger. Autore del “Diario segreto di Renzo Bossi junior“. Un’opera evidentemente satirica. Ma quando la politica si appropria dei modi e del linguaggio della satira, spesso travalicando la stessa iperbole ed elevando la barzelletta a piano programmatico, la satira rischia la verosimiglianza. O almeno così deve aver ritenuto il trota. Che ha sporto querela contro Abbatangelo. Il quale s’è visto recapitare un avviso di garanzia che pare uscito da un generatore automatico di Capriccioli. Non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere di gusto.

Ne riporto alcuni stralci:

“… in più momenti esecutivi del medesimo disegno criminoso, comunicando con più persone attraverso la rete internet (…) offendeva la reputazione di BOSSI Renzo (…) addebitandogli (…):

-affermazioni, surrettiziamente attribuite a BOSSI Renzo, tese a denigrare il Risorgimento italiano (per BOSSI Renzo “Mameli, Garibaldi, Cavour” sarebbero stati nomi senza senso, letteralmente gettati nella spazzatura della storia”) (…);

-affermazioni tese a descrivere BOSSI Renzo come persona priva di cultura (infatti, secondo l’indagato, BOSSI Renzo attribuirebbe il dipinto di Monna Lisa (ironicamente indicata come Mona Lisa) a Raffaello Sanzio, invece che a Leonardo Da Vinci) (…);

- affermazioni che, in modo evidentemente ironico e con valenza diffamatoria, riferiscono di un piano, ordito da BOSSI Renzo e dai Deputati BORGHEZIO Mario e SALVINI Mario (sic), quest’ultimo Parlamentare Europeo, di invasione dell’isola di Malta, a seguito dell’arrivo sulle coste italiane di un barcone di “terroristi” con a bordo salvagenti maltesi, aggiungendo che “Questi bastardi arrivano a scortare nelle nostre acque territoriali gommoni di terroristi arabi e sicuramente fanno parte di un piano perfidamente organizzato dai Comunisti e da La Repubblica” (…);

- affermazioni, rese in modo ironico e con valenza diffamatoria, che riferiscono della intenzione di BOSSI Renzo di costituire la “Chiesa Riformata Secessionista della Nazione Padana”, eleggendo come Papa il “Mago Otelma” (…);

- affermazioni rese in modo sia ironico e sia esplicitamente diffamatorio o calunnioso, con le quali si da conto di un progetto, ordito da BOSSI Renzo e da altri “giovani padani”, di far esplodere la Breccia di Porta Pia (…);

- affermazioni, poste all’interno di un capitolo denominato “Berlusconi l’è un ciula, grande gross e ciula”, quindi con offesa anche recata al Presidente del Consiglio dei Ministri e fatta apparire come proveniente dallo stesso BOSSI Renzo, con le quali si dà conto di un immaginario incontro di BOSSI Renzo, del Deputato BOSSI Umberto, come noto padre di BOSSI Renzo, e del Presidente del Consiglio BERLUSCONI Silvio, nel corso del quale quest’ultimo dice (avrebbe detto) “… lo sai quanto mi è costato mettermi in tasca tutta la stampa e quasi tutti i media d’Italia”, a valenza diffamatoria, perché reso in termini da far apparire lo stesso BOSSI Renzo come complice di progettualità istituzionalmente irrituali ed ambigue, comunque contrarie all’ordinamento democratico, perché tese al sostanziale controllo di tutta la stampa nazionale da parte dell’organizzazione politica denominata “Lega Nord” (…);

- affermazioni in termini oggettivamente diffamatori, che riferiscono di un asserito disprezzo di BOSSI Renzo per tutti i cittadini extracomunitari, corredate da inviti ad una sorta di guerra santa nei confronti dei predetti e dei cittadini turchi in particolare (…);

- apostrofando BOSSI Renzo con l’epiteto di “terrorista”, anche in relazione ad affermazioni rese sotto forma di racconto fantasioso contenute nell’articolo denominato “Daniela Santanché salva dai terroristi islamici la sirenetta di Copenaghen in Danimarca” (…).

fonte: danielesensi

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