“Un uomo ha il diritto di disciplinare la moglie ed i figli a condizione che non lasci segni fisici su loro”, questo è quanto ha deciso l’Alta Corte islamica di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. L’uomo ha picchiato la moglie provocandole un taglio al labbro e la perdita di alcuni denti, mentre alla figlia un livido sulla mano e al ginocchio.
Secondo il giudice di primo grado, le lesioni provocate dall’uomo erano andate “oltre il lecito” ed era stato quindi multato di una cifra irrisoria corrispondente a 136 dollari.

Ma il marito non ha accettato la sentenza ed è ricorso alla Corte federale degli Emirati Arabi Uniti (equivalente alla nostra Cassazione), che ha ribaltato il primo verdetto ed ha voluto chiarire una volta per tutte questo tipo di casi. Nelle motivazione addotte dalla “Cassazione” islamica di Abu Dhabi, si legge: “Secondo la legge della Sharia, un uomo può picchiare la moglie ei figli fintanto che non abbia ottenuto da questi la necessaria disciplina”. Tra le “giuste cause” sottolinea la Corte, oltre all’indisciplina bisogna considerare anche “l’astensione dai rapporti sessuali”. Insomma, se la moglie si rifiuta di far sesso col marito a poco servirà la solita scusa del “mal di testa”, poiché non solo potrebbe ricevere una sonora punizione a base di schiaffi e pugni dal suo “amato” consorte (e quindi, dopo, altro che cefalea) ma anche una successiva condanna dal tribunale per mancata osservanza “degli obblighi famigliari”.
La cosa tristissima non è che l’ennesimo marito picchia la moglie, purtroppo certe cose avvengono in tutto il mondo, con la sola differenza che altrove fortunatamente la legge non da ragione al marito.
Spero che i paesi arabi abbiamo solo bisogno di tempo, per rendersi conto di dover cambiare. Anche noi 100 anni fa eravamo quasi nelle loro condizioni, quasi.
Questa notizia però mi ha fatto tornare in mente una storiella tragicomica raccontatami da un mio amico, che un giorno se ne uscì dicendo:
“Un ragazzo era fidanzato da un pò di tempo con una ragazza, questa lo stuzzicava ma non gliela dava mai, lui un giorno stanco dell’ennesimo rifiuto la prese con la forza. Che bestia… stuzzicarlo ma non dargliela”.
Gaberiele, fonte: giornalettismo