Archivio per esperienze personali

Razzismo

Razzismo

Io non son razzista,
di questo sono certo,
amo tutte le creature
e con tutte ho un buon rapporto,
persone, piante o animali,
il mio cuore è a tutti aperto.

Con le persone di colore non vi è problema,
in loro non c’è insidia,
anzi, per essere sincero,
del loro corpo ho un’pò di invidia,
e per loro non vi è odio,
rancore, ostilità o perfidia.

Di persone definite ebree, personalmente,
non ne conosco nessuna,
ma di certo di loro non avrei preoccupazione,
o proverei difficoltà alcuna,
in fondo siam tutti figli della terra
e guardiam tutti la stessa luna.

Gli omosessuali hanno tutto il mio rispetto
e gli invidio per la loro forza ed energia,
e tra tutti i difetti che mi ritrovo
di certo non c’è l’omofobia,
perchè se uno è dell’altra sponda
non significa che la sponda giusta sia la mia.

Ed infine ci sono i razzisti,
che io proprio non sopporto,
e qualsiasi cosa dicano
per me hanno sempre torto,
e se ne inontro uno, che mi fa un suo discorso,
io lo vorrei vedere morto.

E quando questi razzisti saranno tutti morti
il mondo sarà più longevo,
e noi dopo tanto tempo
tireremo un respiro di sollievo,
perchè io non sono razzista,
o almeno, così credevo!

Gaberiele.

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Il mio testamento bio

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Il mio 1° casting

Sono le 16, sono per strada e sono leggermente teso, sto andando all’Hotel Leon D’oro; non sapendo cosa mi avrebbero chiesto mi sono preparato la poesia ‘il vento e il monte‘ di Antonio Albanese, per strada la ripeto varie volte, sono sicuro che non me la chiederanno, ma non si sa mai.

Entro nella holl, “scusi, per i casting della new faces?”,  “al primo piano!”.  Salgo le scale, inizio a vedere qualcuno, il primo piano è pieno di persone, di tutte le età , ma principalmente ragazzi, molti baresi doc, scarpe a punta, pantoloni bianchi o jeans che sembrano usciti dalla bocca di uno squalo, camicia aperta, petto depilato, capelli rigorosamente sparati in basso con la frangia lunga, sembrano usciti da uomini e donne. Entro nella prima stanza, ci sono delle sedie e c’è un uomo alla scrivania che maneggia dei fascicoli, mi avvicino, mi da un foglio e mi spiega come compilarlo, mi accomodo, inizio a compilare:  cosa mi piacerebbe fare, le mie esperienze, se sono disposto a spostarmi ecc…. Una volta concluso mi ridirigo alla scrivania, consegno i fogli con la mia foto allegata e mi dice che c’è da attendere  una mezz’oretta. In corridoio c’è mormorio, dalla stanza accanto giunge della musica, qualcuno aveva già fatto altre selezioni, qualcuno va a spostare l’auto, qualcuno parla delle possibili domande, qualcun’altro esce a fumare, ed io ripeto:  “vento vento vento ffffffffffff…”.

Si apre la porta, escono una quindicina di persone ed il corridoio si anima ancora di più, i candidati usciti parlano con i loro amici che erano fuori o i piccoli con i genitori. Dopo cinque minuti la porta si riapre, esce una esaminatrice, sulla trentina, curata, viso dolce e con fare sicuro; ha con se i fascicoli dei ragazzi che sono appena usciti, ed inizia ad elencare gli esclusi, chi andrà direttamente a Bologna per la seconda selezione e chi invece deve rientrare perchè non gli ha convinti.

Altri minuti passano, riescono nuovamente tutti, finalmente è il nostro turno. Ci chiamano loro, una decina di persone circa, entriamo. Questa stanza è molto più grande della precedente, ci sono delle sedie e varie scrivanie, dietro ad una son seduti quattro esaminatori. Ci accomodiamo e ad uno ad uno ci vengono più o meno richieste le stesse domande compilate nell’altra stanza mezz’ora prima. Io rispondo con nonchalance e sparo di essere nel mondo del teatro da anni e di aver sempre sognato di passare al cineme e alla televisione. Mi consegnano un foglio, con un testo da dover leggere.

“Vuoi ridurre la bolletta del telefono? Da oggi è possibile con Tele2. Tutti i giorni a 15 centisemini al minuti + iva in tutta italia.  Chiama l’ 800.22.10.22 e se ti abbonati subito avrai due mesi in regalo. Tele2, risparmiare non è mai stato così facile. “

Mi chiamano, si va in scena,  un esaminatore ha una videocamera, recito con enfasi, anche se sono emozionato va tutto bene.  Mi riaccomodo e quando tutti hanno terminato la loro performance usciamo dalla stanza. Pochi minuti e la scena si ripete, esce l’esaminatrice con i fascicoli ed inizia ad elencare i nomi degli esclusi, di quelli che devono rientrare ed infine:  “Ciardo Gabriele passi direttamente a Bologna, ti chiameranno loro per prendere un appuntamento”.

Sono quasi le 18, due ore son volate, ed io rientro a casa dopo aver affrontato il mio primo casting.

Gabriele.

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