Archivio per gaber

Io se fossi Dio

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti e specialmente… tutti.
Che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti, avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete:
avete ancora la libertà di pensare,
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento!
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti!
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano!

tratto da “Io se fossi Dio” di Giorgio Gaber (1980)

Commenti (1) »

La chiesa si rinnova

La chiesa si rinnova

Il mondo ha fretta continua a cambiare
chi vuol restare a galla si deve aggiornare.
Anche la chiesa che sembra non si muova
ogni tanto ci ripensa e ne inventa una nuova.
E dimostrando un notevole tempismo
ha già tirato fuori un nuovo catechismo.
Dove tutto è più aggiornato, dove tutto è più moderno
e anche a vincere un appalto si rischia l’inferno.
Dov’è condannata ogni forma di magia
ma è un grande peccato anche l’astrologia.
Dove il senso di giustizia è ancora più forte
e talvolta è anche gradita la pena di morte.

E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l’umanità.

In questo clima di sgomento per il popolo italiano
viene fuori l’acutezza del pensiero vaticano.
E tutti hanno capito che il Papa era un genio
quando ha detto che la mafia è figlia del demonio.
Ma quello che spaventa è il coraggio della CEI
che ha già riabilitato Galileo Galilei.
E adesso se divorzi ti puoi anche risposare
a patto che stai buono e non ti metti a scopare.
Ma il nuovo sacramento per essere senza macchia
va fatto di nascosto e in un’altra parrocchia.

E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l’umanità.

Da oggi il praticante ha un’altra prospettiva
più allegra e disinvolta direi quasi alternativa
la pillola per ora non può essere accettata
ma è ammessa se prevedi di esser violentata.
E piuttosto che fare uso dei preservativi
è meglio diventare tutti sieropositivi.
E va bene i militari, e va bene i dottori
adesso abbiamo anche i farmacisti obiettori.
D’altronde per la chiesa l’ideale è l’astinenza
che è un po’ come l’invito all’autosufficienza.

E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l’umanità.

Da Roma il Santo Padre ci invia il suo messaggio
è lì ogni domenica a parte quando è in viaggio.
Lui voleva andare in Bosnia l’aveva stra-annunciato
ma all’ultimo momento c’ha un po’ ripensato.
Perché l’uomo è santo e pio ma è anche molto scaltro
lui lo sa che morto un Papa se ne fa subito un altro.
E allora ha scritto un libro che è diventato un grosso evento
sarà anche un po’ acciaccato ma non sta fermo un momento.
Per il suo decisionismo si può dire, senza offesa
che papa Woitila è il Berlusconi della chiesa.
Una chiesa sempre all’erta, che combatte, fa scintille
e per questo è giusto darle un bell’otto per mille.
Anche se i traffici loschi della Santa Sede
sono parte integrante dei misteri della fede.

E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l’umanità.

Gaber – Luporini, 1995

Lascia un commento »

Elogio della schiavitù

In uno dei miei rari momenti di lucidità ho avuto un’illuminazione così folgorante che lì per lì mi ha spaventato: la libertà fa male, anzi malissimo.
Come mi piaceva la mia mamma quando mi diceva: “Guai a te!”. Stupenda. E la maestra quando mi bacchettava le mani ‘STOK!’ ,’STOK!’… certe nocche!
Eh, purtroppo quelle maestre lì non ci sono più e i bambini crescono con le mani belle lisce… ma deficienti!
Purtroppo non c’è nessuno al mondo che mi dica cosa “devo” fare. Posso fare quello che voglio. Sono rovinato. Perché è la costrizione che aguzza l’ingegno.
Mi spiego meglio. Un uomo in catene sa benissimo quello che vuole: vuole togliersi le catene. E allora si dibatte, lotta, ringhia, tende i suoi nervi, tira fuori tutta la sua energia. E finalmente: ‘SPRAAACK!’ Libero! “Sono libero, sono libero, sono libero… Oddio come sono libero!…” E piano piano tutti i muscoli della sua faccia si rilassano, si afflosciano, lasciando intravedere i chiari sintomi una tristezza infinita e progressiva. Dopo un po’ ingrassa, anche.
E’ chiaro: è la lotta per la .libertà che fa bene. La libertà fa malissimo. A tutti.
Ma stranamente i danni maggiori si riscontrano e risultano più evidenti negli spiriti creativi, negli artisti, nei liberi pensatori.
Alt! Qui ci vuole la censura. Un bel censore o addirittura, non mi vergogno a dirlo, un dittatore. Qualcuno che ci dica ciò che dobbiamo fare e ciò che non dobbiamo fare.
Ma chi?
La mia maestra. La mia maestra va lì da uno e… ‘STOK!’,’ STOK!’ sulle dita. “Basta, sei un negato, non devi più scrivere”. “Ma come non devo più scrivere, che libertà é questa? Io vado in America!” E così ci liberiamo di qualche cretino.
Siamo talmente preoccupati per il sopruso fatto su un singolo individuo che non ci preoccupiamo affatto del sopruso che subiscono tutti gli individui costretti a sorbirsi una valanga di cazzate.
Se qualcuno mi domandasse se sia meglio una società repressiva dove un genio possa essere isolato e considerato un imbecille pericoloso, o una società libera dove qualsiasi imbecille pericoloso possa diventare un genio, sceglierei sicuramente la seconda.
Ma con un po’ di preoccupazione. Perché se abbiamo già sperimentato quanto faccia male una dittatura militare, non sappiamo ancora quanto possa far male la dittatura della stupidità.

Gaber – Luporini

Commenti (1) »

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.