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Eruzione Islanda: Il 2010 sarà un anno senza estate?

Nessuno sa prevedere l’evoluzione dell’eruzione dell’Eyjafjallajokull. Per gli esperti potrebbe durare anche un anno, o fare da apripista a un’eruzione ben più potente del vicino vulcano Katla: e in quel caso le conseguenze sul clima potrebbero farsi sentire. Ma fino a che punto? Nella storia della meteorologia esiste un caso celebre fra gli studiosi ma poco noto al pubblico: quello dell’«anno senza estate», provocato appunto da una gigantesca eruzione. L’anno in questione è il 1816 e il vulcano «responsabile» è il Tambora, in Indonesia. Si era nella cosiddetta Piccola Era Glaciale, durata dal 1400 al 1850 e caratterizzata da temperature in media più rigide delle attuali, ma con estati tutto sommato solo un po’ più fresche. Nel 1816, invece, con l’inizio dell’estate cominciarono a succedere cose molto insolite. Dopo un maggio freddo, il 6 giugno una fitta nevicata ricoprì il Nord Europa e il Nord America. Seguirono cinque giorni di gelo che distrussero gran parte delle coltivazioni in entrambi i continenti. Il clima parve poi rimettersi, ma era un’illusione: poco prima della metà di luglio una seconda ondata di aria polare congelò ciò che era rimasto nei campi, facendo schizzare i prezzi dei cereali. Quando già si temeva la carestia tornò qualche settimana di normalità, presto interrotta da una terza gelata alla fine di agosto. Perfino nell’area del Mediterraneo i raccolti di patate, mais e uva andarono devastati. Il disastro era compiuto. L’estate era ormai finita e di fatto non era mai cominciata. Il 1816 passò alla storia come l’«anno senza estate», cui seguirono un autunno e un inverno molto freddi e senza scorte alimentari adeguate. Soprattutto in Europa, impoverita dalle lunghe guerre napoleoniche, la fame falciò centinaia di migliaia di vite. Nessuno allora riuscì a spiegare la causa di questa anomalia. Solo alla fine del secolo la si collegò alla violentissima esplosione del vulcano Tambora, avvenuta nell’aprile 1815 e passata quasi inosservata in Occidente. L’immensa quantità di ceneri vomitata nel cielo aveva provocato nell’alta atmosfera la formazione di una nube colossale che filtrò parte dei raggi solari abbassando nettamente le temperature. E cancellando l’estate del 1816.

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Terremoto in Abruzzo: prevedibile

Gianpaolo Giuliani, ricercatore presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso ha messa a punto da tempo uno strumento chiamato “Precursore sismico,” che permetterebbe di rilevare con un anticipo di 6-24 ore l’arrivo di un terremoto e che sarebbe basato sull’esame del comportamento del Radon all’interno del terreno.

Tutto l’ Abruzzo nelle scorse settimane era stato colpito dal cosiddetto “sciame sismico”, cioè una serie di scosse, di lieve entità, percepite per lo più solo dagli strumenti. Ma negli ultimi giorni la situazione stava peggiorando e Gianpaolo Giuliani aveva lanciato l’allarme: la regione sarà colpita domenica 29 marzo da un terremoto «disastroso». Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. E Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, ha ripetuto che «lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere».

Nella notte del 29 marzo c’era infatti stato a Sulmona un terremoto di 4 gradi della scala Richter. Questo e la «profezia» aveva fatto scattare il panico tra i cittadini di Sulmona e dintorni. L’analisi di Giuliani era basata sull’analisi di un gas radioattivo, il radon, che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengono attivate il gas trova una via di fuga giungendo in superficie. Giuliani aveva dato anche un’indicazione precisa dell’allarme: da lì a poche ore. Il sisma però non era avvenuto. Ma la terra si è scatenata circa una settimana dopo.

Oggi, dopo la tragedia, Giuliani parla con amarezza: «C’è il rischio che domani mi mettano in galera – dice – ma confermo: non è vero, è falso, che i terremoti non si possono preveder. Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi. Da tre giorni – continua- vedevamo un forte aumento di radon, al di fuori della soglia di sicurezza. E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti. Questa notte il mio sismografo denunciava una forte scossa di terremoto e ce l’avevamo online. Tutti potevano osservarlo e tanti l’hanno osservato. Poteva essere visto ce ci fosse stato qualcuno a lavorare o si fosse preoccupato. Abbiamo vissuto la notte più terribile della nostra vita, sono sfollato anche io… Questi scienziati canonici, loro lo sapevano che i terremoti possono essere previsti».

In questo video Giuliani spiega il funzionamento del “precursore sismico”.

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Animali inutili, estinguetevi!

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Ultimamente su vari telegiornali e notiziari online ho sentito e letto la notizia che sarebbe possibile riportare in vita alcune specie estinte, come il mammuth, il dodo, il moa o la tigre della Tasmania.

Una domanda sorge spontanea e doverosa:  Ne abbiamo bisogno? Non bastano gli animali che abbiamo?

Sulla terra ci sono circa 1.500.000 specie di animali. Di cui 750.000 specie solo di insetti.

ma…. io dico…

tolti quei pochi insetti che servono alla riproduzione delle piante, a cosa servono tutti gli altri? a cosa servono le zanzare? forse l’unica zanzara utile è stata quella per fare il film Jurassic Park, e probabilmente manco era vera….

le mosche, le cicale, i grilli. Tutti inutili.

Voi potreste dire:  “servono a nutrire gli uccelli”… allora estinguiamo anche gli uccelli, teniamone giusto qualche specie bella da vedersi, qualcuna lenta per chi vuole dilettarsi con la caccia e poi il resto lo possiamo pure abbattere.

Non dico di togliere tutti gli uccelli di mezzo, ma di semplificare le cose riducendone le specie a qualche decina. Si ridurrebbe il lavoro degli ornitologi e si farebbero felici un po’ di studenti.

Ora passiamo ai pesci,  ce ne sono ben 30.000 specie!!!! Ma quando andiamo al mercato quante specie troviamo sul bancone? Ne troviamo così tante? Certo che no, al massimo qualche decina, e tutte le altre decine di migliaia a cosa caspita servono? Lasciamone giusto qualche centinaio, giusto per variare ogni tanto, però pesci del calibro degli squali o delle murene, a cosa servono, se non a spaventare e mangiarsi il pesce che potremmo mangiare noi?  O mammiferi marini come i lamantini, le balene, le orche, i capodogli, ecc… a cosa servono? O mammiferi terrestri come l’elefante, le giraffe, i lupi, gli orsi, ecc… Se non fosse per il nostro ingegno, a trovare un utilità alternativa alla tavola per questi animali, questi crescerebbero esponenzialmente non avendo predatori naturali.

Ok lasciamone qualcuno per il circo, per qualche ristorante esotico, ma il resto si può diregere ordinatamente nelle camere a gas.

I dinosauri si sono comportati con onore, hanno capito di non servire a niente e si sono lasciati morire.  Spero che a questa conclusione ci arrivino anche altre specie, autodistruggendosi.

L’uomo, infatti, essendo intelligente, è sulla buona strada dell’autodistruzione.

Gabriele

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Sempre gli ultimi? Magari

cabina

Mentre tutta europa ha già trasformato le vecchie cabine telefoniche in internet point, dotate di access point wireless che permettono di collegarsi con il proprio computer, l’italia resta a guardare le proprie cabine marcire sui marciapiedi, diventando, in alcuni casi orinatoi, in altri sfogo per i vandali di turno.

Spero che Telecom, proprietaria delle nostre cabine, si svegli, e decida di investire nell’innovazione. Prima di diventare il paese più antiquato d’europa.

Tanto per cambiare il corriere di oggi, in assenza di nuove notizie, ricicla questa come notizia recente, quando già da anni in Spagna, Francia e Inghilterra sono in funzione questo tipo di cabine.

Gabriele Ciardo

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Scoperta una nuova molecola anti-Aids

Scoperta nuova molecola anti-Aids
blocca il virus nelle cellule umane

Il Cnr di Pavia e l’Università di Siena hanno scoperto come bloccare la replicazione mediante un enzima del nostro organismo. I farmaci classici inibiscono proteine dell’Hiv: ma queste mutano e li rendono inefficaci.

Repubblica descriveva la scoperta come un evento sensazionale, ma cercando su altri giornali internazionali, la notizia non è stata riportata. So benissimo che non sarà la scoperta del secolo, ma spero almeno che sia un passo in avanti per una cura efficace.

ecco a voi l’articolo.

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