Archivio per sfoghi

Lockerz è una fregatura

Per chi non lo conoscesse, Lockerz è un sito di raccolta punti che promette premi fantastici, ma accaparrarseli è praticamente impossibile.

Il sito permette vari modi per raccogliere punti, l’invito di nuovi utenti, la risposta alla domanda giornaliera, il login giornaliero e visionare video di pochi minuti.
I premi esposti sono molto allettanti ma per accaparrarseli bisogna richiederli in un determinato momento del mese, chiamato redenzione, della durata di soli 30 minuti, che avviene in un momento qualsiasi del mese e senza avviso.

Il sito ha anche una sezione dedicata all’acquisto dei premi, chiama SHOP, che permette ai più impazienti di non aspettare la redenzione ma di convertire i propri punti in denaro ed acquistare i premi.
Solo che fin’ora lo SHOP era attivo solo per gli utenti americani e non per tutti. Da poco tempo hanno attivato questa sezione a tutti gli utenti e solo ora ho capito quanto sia una bufala questo sito.

Sono iscritto a Lockerz da oltre un anno, ho raccolto oltre 6000 punti, sufficienti a riscuotere (durante la redenzione) bei premi come “New iPod Touch 64 GB ” (3375 punti), “MacBook Pro 13 inch” (6175 punti) o “una ricarica paypal da 200$” (5200 punti) e altri premi altrettanto allettanti.

In oltre un anno ho beccato la redenzione solo 3 volte, la prima volta era iniziata da 20 minuti e come era prevedibile non ho trovato più nessun premio disponibile, i premi infatti sono pochi e finiscono presto, ma quanto presto? Ora lo capirete.
La seconda volta la redenzione era iniziata da 5 minuti e come la prima volta non ho trovato nulla se non gli sfondi che ovviamente essendo delle semplici foto non possono essere limitati.
La terza volta invece sono stato fortunato a beccarla appena attivata e dopo un minuto di attesa per caricare la pagina, per il troppo afflusso di utenti, i premi erano nuovamente terminati.

Deluso dalle redenzioni ho deciso di aspettare l’attivazione dello SHOP internazionale per poter acquistare i premi con i miei punti.
Fino a quel momento infatti per gli americani, o almeno così sembrava, era possibile acquistare i premi con pochi punti o quasi. Per farvi un esempio, una maglietta da 20$ era acquistabile con 4.000 punti, ed io puntavo alla maglietta, niente di più.
Solo che all’attivazione dello shop l’amara sorpresa e cioè che per acquistare la stessa maglietta ora occorrevano quasi 60.000 punti.

Per cui mi sento preso in giro e ho deciso di eliminare il mio account da Lockerz.

Nuovi iscritti siete avvertiti, non sperate di riuscire a prendere nessun premio.

Per cancellare il proprio account da Lockerz bisogna scrivere un’email a questo indirizzo change@lockerz.com mandandolo con l’email utilizzata per l’account e scrivere nell’oggetto dell’email questo : “Delete“.

Gaberiele

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Grazie e a presto

Vorrei ringraziare tutti i lettori che negli scorsi mesi ha seguito questo blog e volevo spiegare il perchè di questa mia assenza dalle scene.

Ultimamente sono molto occupato in vari progetti, per cui non ho più così tanto tempo da dedicare a ricerche e approfondimenti; inoltre anche la voglia di approfondire le notizie e di ricercarne di particolari si è affievolita. Non si è spenta la mia voglia di informare, ma per il momento i miei impegni hanno la priorità.

Ringrazio comunque tutti coloro che sono passati di qua,  spero di riprendere un giorno la mia attività di informazione o qualunque cosa fosse.

A presto,

Gabriele

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Teniamo Peppino in vita

31 anni fa moriva Peppino Impastato, un ragazzo che non ha mai accettato il fatto che la sicilia fosse comandata da mafiosi, ladri e assassini, forse all’epoca la “mafia” era più evidente, girava in giro con la pistola e si riuniva in gran consiglio e si sapevano i nomi di tutti, per un’assurda fama fondata sul terrore. All’epoca ragiovana con la violenza, con le bombe e le pistole, con rapimenti e sparatorie, con sicari venuti da lontano e con corpi mai trovati. Ora invece no, ora la “mafia” non è più così evidente, ce la fanno passare per normalità, la troviamo ovunque, nei concorsi pubblici e privati, negli ospedali, nei cimiteri, nelle cliniche, all’università, negli enti pubblici, alle elezioni, nei comuni, in parlamento, e ogni volta che ci viene negato ciò che ci spetta di diritto; perchè ora la “mafia” ragiona con le raccomandazioni, con le mazzette e gli appalti truccati, ragiona con i finanziamenti europei, e i rimborsi elettorali, la mafia è cambiata, e con lei dobbiamo cambiare anche noi, dobbiamo reagire, farci sentire, rompere le scatole a chi di dovere se qualcosa non ci sembra giusta, non cercare scorciatoie e sopratutto ci dobbiamo informare.

Peppino gridava forte il suo dissenso, troppo forte per i gusti di qualcuno, che nella notte tra l’8 e il 9 del 1978 lo fece saltare in aria.

Facciamo rivivere Peppino nelle nostre parole e soprattutto nelle nostre azioni.

Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,
negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,
aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato,
si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore.

I Cento Passi – Modena City Ramblers

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Razzismo

Razzismo

Io non son razzista,
di questo sono certo,
amo tutte le creature
e con tutte ho un buon rapporto,
persone, piante o animali,
il mio cuore è a tutti aperto.

Con le persone di colore non vi è problema,
in loro non c’è insidia,
anzi, per essere sincero,
del loro corpo ho un’pò di invidia,
e per loro non vi è odio,
rancore, ostilità o perfidia.

Di persone definite ebree, personalmente,
non ne conosco nessuna,
ma di certo di loro non avrei preoccupazione,
o proverei difficoltà alcuna,
in fondo siam tutti figli della terra
e guardiam tutti la stessa luna.

Gli omosessuali hanno tutto il mio rispetto
e gli invidio per la loro forza ed energia,
e tra tutti i difetti che mi ritrovo
di certo non c’è l’omofobia,
perchè se uno è dell’altra sponda
non significa che la sponda giusta sia la mia.

Ed infine ci sono i razzisti,
che io proprio non sopporto,
e qualsiasi cosa dicano
per me hanno sempre torto,
e se ne inontro uno, che mi fa un suo discorso,
io lo vorrei vedere morto.

E quando questi razzisti saranno tutti morti
il mondo sarà più longevo,
e noi dopo tanto tempo
tireremo un respiro di sollievo,
perchè io non sono razzista,
o almeno, così credevo!

Gaberiele.

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SVEGLIATEVI ITALIANI

baratro3

Leggo i giornali e non posso fare a meno di arrabbiarmi e non capire.  Non capisco cosa debba ancora accadere per scuotere questi italiani.

Il nostro parlamento è pieno di persone condannate,

il nostro stesso presidente del consiglio si fa le leggi ad hoc per non finire in galera.

Vengono ignorate le condanne della corte di giustizia europea,

i mass-media sono sotto un monopolio,

tra poco non si saprà chi verrà arrestato e per cosa.

La libertà di critica sta vacillando pericolosamente, un cittadino che critica civilmente, se non è un politico, viene fermato dalle forze dell’ordine.

In piena crisi economica non si fa nulla di serio per l’economia, ma si pensa solo ad attirare l’attenzione con casi di cronaca secondari.

Internet presto verrà imbavagliato, ne sono sicuro. E la libertà di espressione se ne andrà a quel paese.

Insomma, mi chiedo cosa debba succedere perchè gli italiani si sveglino, e si rendano conto di chi ci sta governando, bisogna mandarli a casa, scendere in piazza, gridare il nostro dissenso.

SVEGLIAMOCI

Informiamo gli informati, tutti quelli che non sanno leggere tra le righe, che prendono per buone le versioni delle notizie del tg4, tutti quelli che non si interessano di politica facendo di tutta l’erba un fascio, informiamoli.

Gabriele.

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Il mio testamento bio

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Regolamentare Facebook ?

Scrivo questo post in risposta al post di una mia collega blogger preoccupata per le conseguenze, sulle giovani menti, dei gruppi di facebook molto contestati, come quelli inneggianti il fascismo,  che lodano i capi mafia, che istigano a compiere reati ecc…

intanto vi invito a leggere il post di Cecilia per poter meglio comprendere questa risposta.

http://ceciliaalagna.wordpress.com

Ribbadisco la delicatezza dell’argomento, perchè va ad intaccare la libertà di pensiero, di espressione, di parola e di riunione.

Facebook rispecchia la nostra vita,  ci si ritrova con gli amici, si chiacchiera, si scherza, si fanno nuove amicizie e si esprime la propria opinione. Opinione che non sempre è uguale alla nostra.

Se, ad esempio,  intraprendessimo una discussione con una persona che nega la shoah, visto che oggi è la giornata della memoria, e non accettasse come veritiere tutte le prove storiche, le testimonianze ecc… che attestano la verità, oltre a sputargli in faccia, non possiamo impedirgli di dire “La shoah non è mai esistita”, perchè ognuno è libero di pensare e dire ciò che vuole. Questo esempio potrebbe essere preso come modello per ogni altro argomento. Noi, oltre a dissentire e a giustificare le nostre motivazioni, di più non possiamo fare.

Ma è giusto permettere che si crei un gruppo che istighi lo stupro?

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, per cui tra parlare di stupro e stuprare una persona ce ne vuole,  e sicuramente molti iscritti a quel gruppo non sono intenzionati a farlo, se anche lo fossero, lo erano anche prima di iscriversi al quel gruppo.

Se poi qualche stupido vuole farsi un gruppo che elogii  i reati,  o un gruppo razziale o terroristico, fatti loro, sarà frequentato da persone di quella risma, da razzisti e da terroristi.

Ma secondo voi, una persona che vuole compiere un’ azione illegale tipo quella dello stupro, si va ad iscrivere ad un gruppo denominato “Stupro” per essere facilmente identificato?  Secondo me no, per cui, secondo me i gruppi contestati di facebook sono frequentati da persone goliardiche, che amano provocare o da semplici stupidi, che non si rendono conto della gravità delle loro parole.

Io sono iscritto a vari gruppi, la maggior parte sono gruppi rappresentativi, tipo il gruppo del mio paese, quello del mio anno  o della mia facoltà, altri gruppi sulla mia ideologia e molti su cavolate divertenti, tipo “Anche io tra messenger e Facebook oggi non ho concluso un cazzo…” oppure “AAA VOGLIA DI STUDIARE CERCASI ” ecc…

Il bello di facebook è la totale libertà di aggregazione che si ha, per ogni argomento e personaggio pubblico, ci sono decine e decine di gruppi a favore e altrettanti contro; per ogni argomento, anche il più banale.
Questa è la libertà che a me piace  e vorrei terminare il post ricordando a tutti una frase celebre, che tutti sanno, ma ogni tanto dimenticano.

“Disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”

Voltaire

ps:  il gruppo “Stupro di gruppo” è stato eliminato oggi, non si sa se da facebook o dal suo creatore.

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Brescia: corso per “curare” i gay

vignetta_di_vauro

Presso la casa di formazione S. Efrem Diacono di proprietà dell’arcidiocesi di Brescia avranno luogo tra il 24 gennaio e il 20 giugno degli incontri, organizzati dal Gruppo Lot e da Living Waters, per la presentazione di cristo-terapie atte a “guarire” gli omosessuali. Il volantino promozionale parla di “guarigione che viene da Dio”, tramite “la riflessione, l’ascolto e la preghiera”.

Per farvi due risate fatevi un giro sul sito del Gruppo Lot.

Zompettando tra i vari link sono incappato in un’altro sito:  www.agapo.net.  E’ a dir poco sbalorditivo e vi consiglio l’articolo: “Gli svantaggi dell’Opzione Gay” ;  risate assicurate.

Il cristianesimo è anche questo, è vero,  queste persone seguono alla lettera o in maniera molto forte ciò che è scritto nella Bibbia, che sarebbe “la parola di Dio”.

La Bibbia contiene molti versetti contestabili: accetta la schiavitù, la sottomissione delle donne, condanna chi non crede in Dio, gli omosessuali e molto altro ancora.

La Bibbia però è stata scritta da uomini, e gli uomini hanno dei pregiudizi, dei gusti, delle preferenze e commettono degli errori. Dio NO, Lui ama tutti e tutto, noi siamo suoi figli, tutto è creato da lui, è impensabile che un essere così generoso e buono sia in grado di provare odio, di discriminare, di escludere, di punire; il Dio in cui io credo non sarebbe capace di farlo, Lui ci accetta, ci fa scegliere e ci conduce verso la felicità e la serenità, che la chiesa e la Bibbia hanno voluto stereotipare, ma che Dio sa benissimo essere la cosa più personale al mondo.

Gabriele

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Animali inutili, estinguetevi!

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Ultimamente su vari telegiornali e notiziari online ho sentito e letto la notizia che sarebbe possibile riportare in vita alcune specie estinte, come il mammuth, il dodo, il moa o la tigre della Tasmania.

Una domanda sorge spontanea e doverosa:  Ne abbiamo bisogno? Non bastano gli animali che abbiamo?

Sulla terra ci sono circa 1.500.000 specie di animali. Di cui 750.000 specie solo di insetti.

ma…. io dico…

tolti quei pochi insetti che servono alla riproduzione delle piante, a cosa servono tutti gli altri? a cosa servono le zanzare? forse l’unica zanzara utile è stata quella per fare il film Jurassic Park, e probabilmente manco era vera….

le mosche, le cicale, i grilli. Tutti inutili.

Voi potreste dire:  “servono a nutrire gli uccelli”… allora estinguiamo anche gli uccelli, teniamone giusto qualche specie bella da vedersi, qualcuna lenta per chi vuole dilettarsi con la caccia e poi il resto lo possiamo pure abbattere.

Non dico di togliere tutti gli uccelli di mezzo, ma di semplificare le cose riducendone le specie a qualche decina. Si ridurrebbe il lavoro degli ornitologi e si farebbero felici un po’ di studenti.

Ora passiamo ai pesci,  ce ne sono ben 30.000 specie!!!! Ma quando andiamo al mercato quante specie troviamo sul bancone? Ne troviamo così tante? Certo che no, al massimo qualche decina, e tutte le altre decine di migliaia a cosa caspita servono? Lasciamone giusto qualche centinaio, giusto per variare ogni tanto, però pesci del calibro degli squali o delle murene, a cosa servono, se non a spaventare e mangiarsi il pesce che potremmo mangiare noi?  O mammiferi marini come i lamantini, le balene, le orche, i capodogli, ecc… a cosa servono? O mammiferi terrestri come l’elefante, le giraffe, i lupi, gli orsi, ecc… Se non fosse per il nostro ingegno, a trovare un utilità alternativa alla tavola per questi animali, questi crescerebbero esponenzialmente non avendo predatori naturali.

Ok lasciamone qualcuno per il circo, per qualche ristorante esotico, ma il resto si può diregere ordinatamente nelle camere a gas.

I dinosauri si sono comportati con onore, hanno capito di non servire a niente e si sono lasciati morire.  Spero che a questa conclusione ci arrivino anche altre specie, autodistruggendosi.

L’uomo, infatti, essendo intelligente, è sulla buona strada dell’autodistruzione.

Gabriele

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UNA PAUSA, PLEASE

Dagli schermi di casa un signore un po’ eccitato
o una rossa decisa con il gomito appoggiato
ti rallegran la cena sorridendo e commentando
con interviste e filmati ti raccontano a turno
a che punto sta il mondo.

E su tutti i canali arriva la notizia
un attentato uno stupro o, se va bene, una disgrazia
che diventa un mistero di dimensioni colossali
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero
che chiamano giornali.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria…

Ed ogni avvenimento di fatto si traduce
in tanti “sembrerebbe”, “si vocifera”, “si dice”
con titoli ad effetto che coinvolgono la gente
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto
senza dire niente.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca
l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci aprire le finestre,
lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare l’insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia!

E in quel grosso mercato di opinioni concorrenti
puoi pescare un’idea tra le tante stravaganti
e poi ci son gli interventi e i tanti pareri alternativi
che ti saltano addosso come le marche
dei preservativi.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria…

E c’è un gusto morboso nel mestiere d’informare,
uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore
e le miserie umane raccontate come film gialli
sono tragedie oscene che soddisfano la fame
di certi avidi sciacalli.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca l’aria.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca l’aria.

Lasciateci almeno l’ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza
che quasi fatalmente chi ama troppo l’informazione
oltre a non sapere niente è anche più coglione.

I servizi aggiornati testimoniano gli eventi
con audaci filmati e inquadrature emozionanti
di persone malate che non possono guarire,
di bambini denutriti così ben fotografati
messi in posa per morire…

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria…

Sarà che siete in preda di uno strano meccanismo:
“intervenire se conviene” forse è una regola del giornalismo,
e quando c’è una guerra allora aumenta la richiesta
non aspettavate altro: vi sbizzarrite coi talk-show,
per voi diventa una festa..

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca
l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci il gusto dell’assenza,
lasciatemi da solo con la mia esistenza
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.

Ma la televisione che ti culla dolcemente
presa a piccole dosi direi che è quasi un tranquillante
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie
con lo stesso rispetto che è giusto avere
per una lavastoviglie!

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria…

E leggendo i giornali con un minimo di ironia
li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia
che poi il giorno dopo – o anche il giorno stesso -
vanno molto bene per accendere il fuoco
o per andare al cesso.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria…
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria…
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca, che manca, che manca
l’aria.

(C’è un’aria,  Gaber-Luporini)

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