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		<title>Benedetto XVI è gay</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 15:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;"><a style="clear:right;float:right;margin-bottom:1em;margin-left:1em;" href="http://gaberiele.files.wordpress.com/2011/04/pap.jpg"><img src="http://gaberiele.files.wordpress.com/2011/04/pap.jpg?w=227&#038;h=170" alt="" width="227" height="170" border="0" /></a> Secondo il teologo David Berger, giovane omosessuale tedesco già rimosso dal suo incarico presso la Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino (Ultimissima del 30 luglio 2010) per le sue posizioni critiche verso le gerarchie ecclesiastiche, papa Benedetto XVI sarebbe omosessuale. In una intervista pubblicata dal sito lgbt Fresh, sostiene che “quando si parla privatamente con i teologi, tutti concordano sull’inclinazione omosessuale di Ratzinger”. Lo fa parlando del suo ultimo libro Der heilige Schein. Als schwuler Theologe in der katholischen Kirche (Una sola illusione. Un teologo gay nella Chiesa cattolica). Il papa, continua Berger, “viene da una cultura clericale nella quale la questione dell’amore per persone dello stesso sesso era un tabù totale”. “Quello che odia in sé lo proietta sugli altri”, chiosa il teologo, “e lo disprezza”. Ma ci sarebbe di più. Berger parla addirittura di uno scoop fatto a suo dire dalla giornalista Valeska von Roques, secondo cui Ratzinger, quando era ancora cardinale, avrebbe avuto rapporti omosessuali con alcune guardie svizzere. Le dichiarazioni di Berger hanno suscitato un vespaio. Ad esempio sul sito cattolico Kreuz.net, dove Berger viene definito “escremento caduto in una latrina omosessuale”.</div>
<div style="text-align:justify;">fonte: <a href="http://gaberiele.blogspot.com/2011/04/benedetto-xvi-e-gay.html">http://gaberiele.blogspot.com</a></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gaberiele.wordpress.com/741/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gaberiele.wordpress.com/741/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gaberiele.wordpress.com/741/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gaberiele.wordpress.com/741/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gaberiele.wordpress.com/741/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gaberiele.wordpress.com/741/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gaberiele.wordpress.com/741/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gaberiele.wordpress.com/741/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gaberiele.wordpress.com/741/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gaberiele.wordpress.com/741/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gaberiele.wordpress.com/741/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gaberiele.wordpress.com/741/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gaberiele.wordpress.com/741/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gaberiele.wordpress.com/741/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=741&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lettere della Guardia di Finanza agli studenti fuori sede</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 00:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Imponente operazione della Guardia di Finanza di Bari contro la piaga degli affitti in nero. Ben 15.000 studenti iscritti all&#8217;università degli studi di Bari e al Politecnico hanno ricevuto, o stanno per ricevere nei prossimi mesi un questionario, in cui vengono chieste informazioni su eventuali appartamenti presi in affitto dal 2005 al 2010. L&#8217;operazione è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=722&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Imponente operazione della Guardia di Finanza di Bari contro la piaga degli affitti in nero.</p>
<p>Ben 15.000 studenti iscritti all&#8217;università degli studi di Bari e al Politecnico hanno ricevuto, o stanno per ricevere nei prossimi mesi un questionario, in cui vengono chieste informazioni su eventuali appartamenti presi in affitto dal 2005 al 2010. L&#8217;operazione è capillare e le lettere vengono inviate di default a tutti gli iscritti residenti ad un tot di km di distanza, senza ulteriori controlli su contratti già esistenti o altro.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="foto affitto in nero" src="http://www.immobiliareblog.it/wp-content/uploads/2009/10/affittasi-1.jpg" alt="" width="421" height="280" /></p>
<p>Nella lettera si specifica che gli studenti che dichiareranno di aver alloggiato senza contratto non avranno multe, mentre coloro che dichiareranno il falso saranno perseguiti.<br />
Questa operazione è geniale, infatti  ha scatenato una reazione a catena di panico, sia tra gli studenti che non vogliono incorrere in sanzioni e dichiarano tutto e sia tra i proprietari che stanno correndo ai ripari nella speranza di poter arginare il danno.</p>
<p>Purtroppo a pagarne, in un modo o nell&#8217;altro,  sono anche gli studenti; perchè dichiarando il vero i proprietari li buttano fuori di casa, e dichiarando il falso rischiano multe salate, inoltre se dovessero venire regolarizzati si ritroveranno gli affitti aumentati per poter compensare le spese sostenute dai proprietari.</p>
<p>Le provincie sicuramente interessate, di cui ne ho avuto personalmente conferma sono: Lecce, Foggia e Potenza, ma se a qualcuno di altre provincie è arrivata me lo faccia sapere.</p>
<p>Operazioni identiche sono avvenute anni fa anche per gli studenti iscritti a Firenze, Lecce, Bologna e anche Napoli, i cui risultati potete leggerli sul seguente link: <a href="http://dust.it/articolo-diario/gli-studenti-fuorisede-che-strano-dormono-in-piedi/">Link</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gaberiele.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gaberiele.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gaberiele.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gaberiele.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gaberiele.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gaberiele.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gaberiele.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gaberiele.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gaberiele.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gaberiele.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gaberiele.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gaberiele.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gaberiele.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gaberiele.wordpress.com/722/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=722&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Caro Presidente Berlusconi</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 17:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=708&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gaberiele.wordpress.com/2010/11/02/caro-presidente-berlusconi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Pbd_iaGJEa8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gaberiele.wordpress.com/708/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gaberiele.wordpress.com/708/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gaberiele.wordpress.com/708/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gaberiele.wordpress.com/708/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gaberiele.wordpress.com/708/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gaberiele.wordpress.com/708/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gaberiele.wordpress.com/708/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gaberiele.wordpress.com/708/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gaberiele.wordpress.com/708/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gaberiele.wordpress.com/708/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gaberiele.wordpress.com/708/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gaberiele.wordpress.com/708/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gaberiele.wordpress.com/708/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gaberiele.wordpress.com/708/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=708&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Picchiare la moglie si può, basta non lasciare segni</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 15:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Un uomo ha il diritto di disciplinare la moglie ed i figli a condizione che non lasci segni fisici su loro”, questo è quanto ha deciso l’Alta Corte islamica di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. L’uomo ha picchiato la moglie  provocandole  un taglio al labbro e la perdita di alcuni denti, mentre alla figlia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=702&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Un uomo ha il diritto di disciplinare la moglie ed i figli a condizione che  non lasci segni fisici su loro</strong>”, questo è quanto ha deciso l’Alta Corte islamica di Abu Dhabi  negli Emirati Arabi Uniti. L’uomo ha picchiato la moglie  provocandole  un taglio al labbro e la perdita di  alcuni denti, mentre alla figlia un livido sulla mano e al  ginocchio.</p>
<p>Secondo il giudice di primo grado, le lesioni provocate dall’uomo erano andate “oltre il lecito” ed era stato quindi multato di una cifra irrisoria corrispondente a 136 dollari.</p>
<p><img class="alignleft" title="moglie picchiata" src="http://sognidiluce.files.wordpress.com/2009/07/donna_picchiata.jpg?w=300&#038;h=230&#038;h=230" alt="" width="300" height="230" /></p>
<p>Ma il marito non ha accettato la sentenza ed è ricorso alla Corte federale degli Emirati  Arabi Uniti (equivalente alla nostra Cassazione), che ha ribaltato il primo verdetto  ed ha voluto chiarire una volta per tutte questo tipo di casi. Nelle motivazione addotte  dalla “Cassazione” islamica di Abu Dhabi, si legge: “<span style="text-decoration:underline;">Secondo la legge  della Sharia, un uomo può picchiare la moglie ei figli fintanto che non  abbia ottenuto da questi la necessaria disciplina</span>”.  Tra le “giuste cause” sottolinea la Corte, oltre  all’indisciplina bisogna considerare anche “l’astensione dai rapporti  sessuali”. Insomma, se la moglie si rifiuta di far sesso col marito a  poco servirà la solita scusa del “mal di testa”, poiché non solo  potrebbe ricevere una sonora punizione a base di schiaffi e pugni dal  suo “amato” consorte (e quindi, dopo, altro che cefalea) ma anche una  successiva condanna dal tribunale per mancata osservanza “degli obblighi  famigliari”.</p>
<p>La cosa tristissima non è che l&#8217;ennesimo marito picchia la moglie, purtroppo certe cose avvengono in tutto il mondo, con la sola differenza  che altrove fortunatamente la legge non da ragione al marito.</p>
<p>Spero che i paesi arabi abbiamo solo bisogno di tempo, per rendersi conto di dover cambiare. Anche noi 100 anni fa eravamo quasi nelle loro condizioni, quasi.</p>
<p>Questa notizia però mi ha fatto tornare in mente una storiella tragicomica raccontatami da un mio amico, che un giorno se ne uscì dicendo:</p>
<p>&#8220;Un ragazzo era fidanzato da un pò di tempo con una ragazza, questa lo stuzzicava ma non gliela dava mai, lui un giorno stanco dell&#8217;ennesimo rifiuto la prese con la forza. Che bestia&#8230; stuzzicarlo ma non dargliela&#8221;.</p>
<address>Gaberiele,  fonte: <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/89043/islam-corte-donne/" target="_blank">giornalettismo</a><br />
</address>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gaberiele.wordpress.com/702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gaberiele.wordpress.com/702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gaberiele.wordpress.com/702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gaberiele.wordpress.com/702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gaberiele.wordpress.com/702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gaberiele.wordpress.com/702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gaberiele.wordpress.com/702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gaberiele.wordpress.com/702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gaberiele.wordpress.com/702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gaberiele.wordpress.com/702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gaberiele.wordpress.com/702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gaberiele.wordpress.com/702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gaberiele.wordpress.com/702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gaberiele.wordpress.com/702/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=702&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Se i minatori fossero stati italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 10:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così: I° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto II giorno: da Brunovespa plastico della miniera, con barbara palombelli, belen e Lele Mora. III giorno:prime&#8230; difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità:&#8230; BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=697&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero  andate così:</p>
<p>I° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv  24h, Bertolaso sul posto</p>
<p>II giorno: da Brunovespa plastico della  miniera, con barbara palombelli, belen e Lele Mora.</p>
<p>III giorno:prime&#8230;  difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità:&#8230; BERLUSCONI:  colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto  d&#8217;interessi;BERSANI: &#8230;ma cosa &#8230;è successo?? BOSSI: sono tutti  terroni, lasciateli la&#8217; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande  opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier FINI: mio  cognato non c&#8217;entra.</p>
<p>IV giorno: TOTTI: dedicherò  un gol a tutti i minatori.</p>
<p>V giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i  minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!</p>
<p>VII giorno: cala  l&#8217;audience, una finestra in Chi l&#8217;ha visto e da Barbara d&#8217;urso che  intervista i figli dei minatori: &#8220;dimmi, ti manca papà?&#8217;&#8221; dall&#8217;ottavo al  trentesimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene  nominato così capo mondiale della protezione civile.</p>
<p>Dopo un mese, i  minatori escono per fatti loro dalla miniera, scavando con le mani.</p>
<p>Un  anno dopo, i 33 minatori, già licenziati,i vengono incriminati per  danneggiamento del sito minerario.</p>
<p>Ma è successo in Cile&#8230;. ci siamo  salvati!!!</p>
<address><span style="text-decoration:underline;">fonte: <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=475132115114&amp;id=1542303221" target="_blank">Fabrizio Gradito</a></span><br />
</address>
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			<media:title type="html">minatori</media:title>
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		<title>Ecco parentopoli dei prof, le grandi dinastie degli atenei</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 08:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 13 settembre a Palermo, un ragazzo, un cervello italiano, è volato dall&#8217;ultimo piano della facoltà di Filosofia. Si è suicidato. Aveva 27 anni, si chiamava Norman Zarcone, era un dottorando in Filosofia del linguaggio e, racconta il padre, da qualche tempo era particolarmente deluso, depresso: gli avevano fatto capire, senza mezzi termini, che per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=689&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=5650680&amp;fbid=432320742381&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=438709904153&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=438709904153&amp;id=71253357381"><img class="alignleft" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs328.ash2/60879_432320742381_71253357381_5650680_1313634_n.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Il 13 settembre a Palermo, un ragazzo, un cervello italiano, è volato  dall&#8217;ultimo piano della facoltà di Filosofia. Si è suicidato. Aveva 27  anni, si chiamava Norman Zarcone, era un dottorando in Filosofia del  linguaggio e, racconta il padre, da qualche tempo era particolarmente  deluso, depresso: gli avevano fatto capire, senza mezzi termini, che per  lui non c&#8217;era spazio nell&#8217;università italiana. Qualche mese prima un  altro ragazzo, cinque anni più giovane, Gianmarco Daniele, aveva  presentato a Bari, capitale del nepotismo accademico italiano, una tesi  di laurea: &#8220;L&#8217;università pubblica italiana: qualità e omonimia tra i  docenti&#8221;, una ricerca nata per raccontare come le università italiane  siano in mano a un gruppo di famiglie. E per documentare come esista un  nesso scientifico tra nepotismo e il basso livello della didattica e  della ricerca. Daniele ora è all&#8217;estero, con una borsa di studio  europea. Ma davvero nell&#8217;università italiana non c&#8217;è spazio per questi  talenti, solo per i parenti? Quali sono le grandi dinastie di casa  nostra? E a due anni dalla &#8220;svolta anti-baroni&#8221; annunciata dal ministro  Maria Stella Gelmini &#8211; che ora torna a invocarla per giustificare nuovi  tagli &#8211; i baronati stanno davvero segnando il passo? O sono ancora loro a  comandare?</p>
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<div></div>
<p><strong>LA TOP TEN</strong></p>
<p>A Bari,  nella facoltà di Economia, la stessa dove si è laureato Daniele, è  cambiato poco. L&#8217;economista Roberto Perotti, italiano formatosi al Mit  di Boston, in un saggio del 2008 &#8220;L&#8217;università truccata&#8221; (Einaudi) aveva  indicato quello come il caso limite, &#8220;tanto incredibile da raccontare  in tutto il mondo&#8221;. A Economia 42 docenti su 176 hanno tra loro legami  di parentele, il 25 per cento, record assoluto in Italia. I leader  indiscussi a Bari e in Italia nella classifica delle famiglie restano  così i Massari. Commercialisti affermati, con un passato nel Partito  socialista di Craxi, in cattedra hanno almeno otto esponenti, tutti  economisti. Uno di loro doveva essere anche in commissione durante la  laurea di Daniele, peccato che quel giorno avesse un impegno. &#8220;Abbiamo  vinto tutti concorsi regolarissimi&#8221;, rispondono loro, quando vengono  tirati in ballo. I capostipiti della dinastia sono i tre fratelli,  Lanfranco, Gilberto e Giansiro, che hanno in mano il dipartimento di  Studi aziendali e giusprivatistici e, seppur nell&#8217;ombra, l&#8217;intera  facoltà. Le nuove leve sono invece Antonella (ordinaria a Lecce),  Stefania, Fabrizio (tutti e tre figli di Lanfranco), Francesco Saverio e  Manuela. A fare concorrenza ai Massari, in facoltà, c&#8217;è la famiglia  Dell&#8217;Atti (6) e quella dell&#8217;ex rettore Girone, con cinque parenti in  cattedra: ci sono Giovanni e la moglie Giulia Sallustio, ormai in  pensione, il figlio Gianluca, la figlia Raffaella e il genero Francesco  Campobasso. A Foggia conta ancora molto la dinastia dell&#8217;ex rettore,  Antonio Muscio, secondo con 7 parenti nella top ten nazionale con la new  entry Alessandro, assunto nell&#8217;ultimo giorno di rettorato del papà e  nella sua stessa facoltà, Agraria. Nell&#8217;ateneo lavoravano anche mamma  Aurelia Eroli (dirigente amministrativa, ora in pensione), la figlia  Rossana, la nipote Eliana Eroli, il genero Ivan Cincione e la sorella  Pamela.</p>
<p>A Roma le grandi casate sono due: i Dolci e i  Frati. Un figlio di Giovanni Dolci, uomo chiave dell&#8217;odontoiatria  italiana, è Alessandro, ricercatore a Tor Vergata. La moglie, Alessandra  Marino, è ricercatrice alla Sapienza. Dove lavora anche il genero di  Dolci, Davide Sarzi Amedè, marito di Chiara, a sua volta odontoiatra al  Bambin Gesù. Un altro figlio di Dolci, Federico, lavora a Tor Vergata,  mentre Marco è ordinario a Chieti. Accanto a papà Frati invece c&#8217;è sua  moglie Luciana Angeletti e sua figlia Paola (<strong>insegnano a medicina, ma  non sono medici</strong>) e il figliolo Giacomo.</p>
<p>Sempre molto forti  le famiglie a Palermo, come aveva avuto modo di accorgersi Norman  Zarcone. Il record è dei Gianguzza, cinque tra Scienze e Medicina. Ma le  dinastie palermitane sono cento, sparse in tutte le facoltà, per un  totale di 230 docenti &#8220;imparentati&#8221;. Economia è il regno dei Fazio  (Vincenzo, Gioacchino, Giorgio), a Giurisprudenza ci sono i Galasso  (Alfredo, il figlio Gianfranco, la nuora Giuseppina Palmieri), a Lettere  i Carapezza (i fratelli Attilio e Marco, ora associato, il cugino Paolo  Emilio, suo figlio Francesco), a Ingegneria (18 famiglie, 38 parenti) i  Sorbello o gli Inzerillo, a Matematica i Vetro (Pasquale, la moglie  Cristina, il figlio Calogero), Agraria è nelle mani di 11 nuclei  familiari. Coincidenze statistiche? Davvero è così nel resto d&#8217;Italia e  in tutta Europa?</p>
<p><strong>LA RICERCA</strong></p>
<p>Secondo  i dati raccolti nella tesi di Daniele, no. Lo studente ha infatti  sviluppato un indice medio che misura la percentuale di omonimia in ogni  facoltà di ogni ateneo e la percentuale media di omonimia in campioni  della popolazione italiana in numero uguale ai docenti presenti nella  facoltà osservata. Il risultato è incontrovertibile: in quasi tutti gli  atenei l&#8217;indice di omonimia è più elevato rispetto alla media nazionale.  Dieci volte di più a Catania, poco meno a Messina.</p>
<p>Molto  superiori alla media sono anche la Federico II di Napoli, Palermo, Bari,  Caserta, Sassari e Cagliari. Le più virtuose sono invece Trento,  Padova, il Politecnico di Torino, Verona, Milano Bicocca. Certo: non  sempre avere lo stesso cognome significa essere parenti. Ma considerando  anche che spesso molti familiari di professori hanno cognomi diversi,  il dato è un&#8217;attendibile quantificazione statistica, per  approssimazione, della diffusione del nepotismo. Anche perché gli atenei  segnati con la penna rossa da Daniele sono proprio quelli al centro  delle inchieste giornalistiche e della magistratura.</p>
<p>&#8220;Il  dato italiano &#8211; spiega Daniele &#8211; è in controtendenza con il resto  d&#8217;Europa: quasi ovunque il tasso di omonimia nelle università è minore  della media nazionale. Gli atenei tendono ad attrarre docenti da fuori,  con cognomi diversi da quelli locali&#8221;. Lo studio confronta poi i dati  sulle omonimie con le valutazioni del Censis sulla qualità delle  università. E in media gli atenei con più omonimi sono quelli che  producono meno e viceversa. Ma davanti a questi numeri, la politica e il  mondo accademico come si comportano? Sono nemici o complici delle  grandi famiglie che hanno in mano l&#8217;università italiana?</p>
<p><strong>LA RESISTENZA</strong></p>
<p>&#8220;Ci  prendono in giro&#8221;, ha tuonato il presidente della conferenza dei  Rettori, Enrico Decleva, la cui moglie Fernanda Caizzi è stata  condannata in appello, e poi prescritta, per aver pilotato un concorso a  Siena nel 2001. &#8220;Il qualunquismo sulle parentopoli è una  giustificazione per uccidere l&#8217;università pubblica&#8221;. La legge Gelmini  approvata al Senato a luglio prevede un codice etico obbligatorio per  tutti. Ma a Bari (il primo ateneo ad approvarlo, quattro anni fa) gli  escamotage fanno scuola. Virginia Milone è stata assunta quando il padre  si è impegnato a trasferirsi nella sede decentrata di Taranto.</p>
<p>&#8220;Capirai:  la nostra facoltà è diventata la valvola di sfogo dei parenti&#8221;, dice il  rappresentante degli studenti Francesco D&#8217;Eri. La docente Maria Luisa  Fiorella, otorino come il padre, era stata respinta dalla facoltà (a  scrutinio segreto). Ora, con un colpo di coda, i baroni vogliono tornare  a votare: con l&#8217;alzata di mano. Il codice è servito solo a Farmacia:  Giulia Camerino ha rinunciato al concorso da ricercatrice bandito nel  dipartimento della madre. &#8220;Ho studiato tutta una vita, non volevo vivere  con un bollino che non meritavo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se parliamo di  baronati è tutto come prima &#8211; dice Mimmo Pantaleo, segretario nazionale  della Flc della Cgil &#8211; E se le università non bandiscono concorsi, a  pagare sono solo i ricercatori figli di nessuno&#8221;. Il ministro Gelmini  promette di trasformarne, con il nuovo piano di programmazione,  diecimila in associato. Vuol cambiare la progressione di carriera con un  contratto triennale, una successiva valutazione, e quindi un ulteriore  contratto triennale per diventare associato. Ma per ora quelli che  salgono di grado hanno sempre cognomi pesanti: a Cagliari è appena stato  promosso ordinario Francesco Seatzu, figlio d&#8217;arte sardo. A valutarlo,  in commissione, c&#8217;era Isabella Castangia, con la quale Seatzu ha  lavorato gomito a gomito negli ultimi anni. &#8220;Tutto è come prima, più di  prima&#8221;, attacca Tommaso Gastaldi, professore di Statistica alla  Sapienza, instancabile fustigatore del malcostume universitario.  L&#8217;ultimo esempio, racconta, è la nomina di due docenti: lui aveva  previsto i loro nomi già nel 2008. I soliti noti, nonostante i proclami  del Governo, continuano a comandare. E non vogliono lasciare il campo ai  giovani. Che si ribellano: l&#8217;Air, l&#8217;associazione italiana dei  ricercatori, ha indetto una petizione per bloccare &#8220;l&#8217;eccessiva  &#8220;discrezionalità&#8221; nei criteri di valutazione dei concorsi universitari&#8221;.</p>
<p><strong>GLI OVER 70</strong></p>
<p>Molti  docenti con più di 70 anni ricorrono ai tribunali amministrativi per  posticipare il loro pensionamento, accelerato da una norma voluta  dall&#8217;ex ministro Fabio Mussi. Vuole rimanere in servizio Emilio  Trabucchi, ordinario di Chirurgia e presidente del Pio Albergo Trivulzio  di Milano. Nipote dell&#8217;omonimo luminare della Biomedicina e deputato Dc  morto nel 1984, Trabucchi ha due nipoti nell&#8217;università, Emilio  Clementi, straordinario nel dipartimento di Scienze precliniche &#8220;Lita  Vialba&#8221;, e Francesco Clementi, ordinario di Farmacologia. &#8220;Abbiamo  specializzazioni diverse. E in tutti i casi parlano le pubblicazioni&#8221;,  precisa Trabucchi. Ha scelto di ritirarsi, invece, Vittorio La Grutta,  nobiltà accademica palermitana: medico il nonno, professore il padre,  rettore il fratello (dell&#8217;ultima leva è rimasta la figlia, Sabina,  psicologa).</p>
<p>&#8220;Quando siamo saliti in cattedra, eravamo  orfani. Ma ce l&#8217;abbiamo fatta lo stesso, senza favori&#8221;. Diverso il  destino dei Cannizzaro, altra famiglia storica siciliana. &#8220;Stanislao, il  grande chimico, era un mio avo &#8211; racconta Gaspare, che ora è in  pensione ma ha due figli docenti &#8211; ma io non sono figlio d&#8217;arte. In  famiglia c&#8217;è sempre stato interesse per la scienza: è una tradizione&#8221;. A  Sassari resistono al pensionamento Mariotto Segni (il cui padre,  Giovanni, oltre che presidente della Repubblica è stato rettore) e  Giulio Cesare Canalis, il papà della showgirl Elisabetta, direttore  della Clinica radiologica. Ma soprattutto l&#8217;ex rettore Alessandro Maida,  tuttora potentissimo &#8211; spinge per bandire 52 concorsi &#8211; e ancora per un  po&#8217; collega dei figli Carmelo e Ivana, piazzati nella sua facoltà,  Medicina, del cognato, Giorgio Spanu, della moglie Maria Alessandra  Sotgiu, e di altri nipoti e cugini. A Udine, dopo la fusione tra  ospedale e università, sono stati nominati i nuovi direttori di  dipartimenti. Nessuna sorpresa: i manager, ben pagati, sono tutti baroni  di lungo corso come l&#8217;ultrasettantenne Fabrizio Bresadola, che ha  piazzato il figlio Vittorio, la nuora Maria Grazia Marcellino e un altro  figlio, Marco. <strong>Laureato in Filosofia</strong> ma non per questo escluso:<strong> insegna  storia della Medicina.</strong></p>
<address>fonte: <a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/09/24/news/parentopoli_atenei-7372673/" target="_blank">repubblica.it</a></address>
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		<title>Prostituzione minorile come dovere religioso</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 09:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[religione]]></category>
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		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>

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		<description><![CDATA[In una remota regione dell’India, la giornalista inglese Sarah Harris ha realizzato un documentario sulle bambine prostitute che vivono nel tempio dedicato alla dea indù Yellamma. Un intreccio perverso tra religione, miserie e sesso a pagamento. PROSTITUIRSI È UN DOVERE – Nella sola Bombay oggi ribattezzata Mumbay, la più grande città dell’india e capitale dello [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=683&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">In una remota regione dell’<strong>India</strong>, la giornalista inglese <strong>Sarah Harris </strong>ha realizzato un documentario sulle <strong>bambine prostitute </strong>che vivono nel tempio dedicato alla <strong>dea indù Yellamma</strong>. Un intreccio perverso tra religione, miserie e sesso a pagamento.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PROSTITUIRSI È UN DOVERE</strong> – Nella sola <strong>Bombay</strong> oggi ribattezzata <strong>Mumbay</strong>,  la più grande città dell’india e capitale dello stato di <strong>Maharashtra</strong>, il 30% delle ragazze si prostituisce per “rispondere” ad un dovere religioso. Di queste, oltre il 70% comincia a fare <strong>sesso a pagamento </strong>sotto i <strong>14 anni </strong>di età.<img class="alignleft" title="Quando la prostituzione minorile diventa un dovere religioso" src="http://www.thaimedicalnews.com/wp-content/uploads/indian-prostitute.jpg" alt="indian prostitute Quando la prostituzione minorile diventa un dovere religioso" width="267" height="173" /><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sarah Harris</strong>, ex giornalista dell’<strong>Independent</strong>,  ha voluto descrivere questa sconcertante realtà in un documentario di  quattro puntate, di cui la prima va in onda oggi sull’emittente web <strong>VBS.tv</strong>. “<em>Sono arrivata in India tre anni fa</em> – <a href="http://www.independent.co.uk/news/world/asia/prostitutes-of-god-2082290.html" target="_blank">spiega</a> la Harris – <em>ho  lasciato l’Inghilterra per fare qualcosa di veramente diverso, così  scelsi di fare  volontariato nel sud dell’India, in un’organizzazione  che si occupa del riscatto delle vittime della tratta del sesso. Il mio  primo giorno  mi sono imbattuta in una riunione di prostitute devadasi.  Mi è stato detto che erano prostitute del tempio, ma non comprendevo che  cosa significasse</em>“. Le giovani devadasi, provengono per lo più dalla casta degli <strong>Intoccabili</strong>, i <strong>Madiga </strong>– la casta più diseredata dell’India – e sono consacrate alla <strong>dea Yellamma </strong>o <strong>Yellardamma</strong>, un’antica divinità femminile che rappresenta la <strong>fertilità</strong>. Il termine devadasi significa più o meno “<em>schiave di Dio</em>“. Un occidentale non saprebbe riconoscere le ragazze devadasi, ma gli indiani sanno a vista chi sono e cosa fanno.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>UNA PRIGIONE TERRIBILE</strong> – “<em>Ho cominciato la ricerca e nel febbraio del 2008</em> – prosegue Sarah Harris –  <em>a  Karnatakar, che è il centro di questa tradizione in India. Ho  intervistato diverse donne e scrissi un articolo per un magazine. Decisi  poi di rimanere lì, volevo saperne di più di questa storia. Non è  facile<img class="alignright" title="Quando la prostituzione minorile diventa un dovere religioso" src="http://crazydating.net/images/india3.jpg" alt="india3 Quando la prostituzione minorile diventa un dovere religioso" width="262" height="200" /> avvicinare una ragazza devadasi per un colloquio. Fosse una prostituta  “benestante” di un bordello di Mumbai, sarebbe molto orgogliosa di  parlare di sé e di quello che fa. Ma nelle comunità rurali molto povere,  come quella di Karnatakar, è molto più difficili trovarne una con cui  parlare. Queste giovani donne sono emarginate e sfruttate e si  vergognano di quello che fanno. Vorrebbero lasciare tutto, rifarsi una  vita, magari sposarsi, ma non possono e restano in questa prigione  terribile</em>“. Nel <strong>1996</strong>, il governo della regione ha  istituito una legge che proibisce questa pratica ed ha previsto pene  fino a tre anni di carcere. Purtroppo, tutto è rimasto sulla carta  perché chi ha tratto beneficio da questo sfruttamento si è opposto in  tutti i modi al provvedimento. Già in precedenza, nel 1988, il governo  di Delhi aveva proibito la pratica della prostituzione nei templi. Le “<em>cerimonie</em>” sono state così trasferite nei sotterranei o in case di privati cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>POI VENNERO I MISSIONARI CRISTIANI</strong> – Eppure, non è stato sempre così. Nei secoli passati le devadasi provenivano da famiglie di <strong>caste nobili </strong>ed <strong>agiate</strong>. Avevano specifici ruoli religiosi da svolgere nel tempio durante vari riti sacri. “<em>Erano quasi delle suore e non avevano niente a che fare con il sesso. La tradizione si è deteriorata durante i secoli</em>“, spiega la giornalista britannica. In particolare nel <strong>19esimo secolo</strong>, quando sono arrivati i <strong>missionari cristiani</strong>.  Le giovani di casta più agiata si avvicinarono al cristianesimo, così  nei templi indù finirono le giovani di casta inferiore, quelle più  povere. Per poter sopravvivere – visto che alle spalle non avevano  famiglie agiate – cominciarono a prostituirsi nel tempio. In breve tempo  divenne una pratica assai diffusa, anche perché capirono che poteva  essere molto redditizia, specie se abbinata ad una sorta di precetto  religioso. Oggi, come detto, è una squallida tradizione assai dura a  morire. Alcune ragazze entrano nel tempi all’età di 2 o 3 anni. Queste,  però, non entrano effettivamente in “<em>attività</em>” fino a quando raggiungono la pubertà, intorno ai dodici anni. Nel tempio vige una <strong>ferrea comunità matriarcale</strong>. Non ci sono uomini. Le ragazzine non hanno padri. “<em>Probabilmente  non hanno una reale comprensione della loro futura attività fino a  quando non giungerà quella che chiamano la loro ‘prima notte’, ossia  quando la loro verginità verrà venduta ad un uomo del posto, di norma il  miglior offerente. Si tratta, in genere, di un  contadino del posto, di  un proprietario terriero o di un uomo d’affari</em>”. La Harris  sostiene che alcune ragazze le hanno confessato che  sapevano di essere  state dedicate alla dea, ma non di questo triste rituale.</p>
<div id="entry">
<p><strong>LA PIAGA DELL’AIDS</strong> – “<em>Quando sono andata in India</em> – spiega la giornalista inglese – <em>ho  pensato che alcune donne potrebbero considerare una sorta di onore  essere una devadasi, considerarlo un atto di devozione religiosa. Del  resto, la sessualità e la divinità sono strettamente intrecciati nella  fede hindi; la religione è strettamente legata alla sessualità e alla  bellezza. Ma penso che oggi ci sia ben poco di religioso. La maggior  parte delle donne con cui ho parlato, addirittura, non presta alcuna  attenzione alle pratiche religiose tradizionali della dea. Per loro è  solo uno squallido business</em>“. E poi c’è il problema delle <strong>malattie sessualmente trasmissibili</strong>. “<em>L’HIV  è molto diffuso nella comunità. Il mio traduttore, che lavora a stretto  contatto con queste comunità, descrive l’HIV come lo strappare un  grappolo d’uva. Non appena una donna è diventata infetta, allora anche  la sua famiglia diventa infetta. Ogni uomo che è stato con lei diventa  infetto. Poi gli uomini lo trasmettono alle loro mogli ecc. E ‘molto  difficile misurare la presenza della malattia perché molti non capiscono  che cosa hanno. Vi è una diffusa ignoranza su AIDS e HIV in questa  comunità. Nessuna fa uso del preservativo. In molte non sono proprio a  conoscenza dell’Aids. Le persone che muoiono di malattie legate all’HIV,  per loro muoiono di febbre. Le infezioni spesso non vengono nemmeno  diagnosticate</em>“.</p>
<p><strong>UN TUNNEL DAL QUALE È DIFFICILE USCIRE</strong> – E ‘molto difficile per le <img class="alignleft" title="Quando la prostituzione minorile diventa un dovere religioso" src="http://www.indiadaily.org/images/4_million_prostitutes_in_india.jpg" alt="4 million prostitutes in india Quando la prostituzione minorile diventa un dovere religioso" width="281" height="200" />ragazze devadasi <strong>abbandonare la professione</strong>. “<em>Esiste qualche gruppo di ex devadasi, qualcuna è diventata attivista contro questa tradizione. Ma sono rare eccezione</em>”. Anche perché il basso tenore di vita, le malattie e lo status di intoccabile rende <strong>molto difficile </strong>uscire  da questo tunnel.  L’intoccabilità permette alle caste di rango  superiore lo sfruttamento degli inferiori, come è stato fatto per  secoli. L’estrema povertà spinge poi molti genitori a <strong>vendere le figlie</strong>,  pur di liberarsi di una bocca da sfamare.  Madri e padri sanno che il  loro livello di vita migliorerà, perché una pur misera parte dei  guadagni della bambina sarà a loro versata. Inoltre, dopo il cerimoniale  le bambine vengono trasferite in città, dove il turismo sessuale  convoglia un numero consistente di clienti, spesso occidentali. “<em>Vivere  una vita normale dopo essere stata una prostituta devadasi è  estremamente difficile perché sono viste come merce deteriorata. In  India il matrimonio è tutto. Nelle realtà più rurali, se si viene a  sapere che una ragazza ha fatto sesso prima del matrimonio, si viene  ostracizzati ed emarginati dalla società. Le donne sono ancora lapidate a  morte in alcuni villaggi per questo tipo di trasgressioni. Quindi è  molto difficile per loro di ricostruirsi una vita</em>“. Una <strong>vita disperata</strong>. Alle giovani devadasi può capitare al più una sola fortuna: piacere a un <strong>padrone ricco </strong>che la manterrà. In caso contrario il suo futuro da adulta è segnato: lavorerà nei campi durante il <strong>giorno</strong>, mentre di <strong>notte </strong>si dedicherà alla prostituzione.</p>
<address>fonte: <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/82865/india-prostituzione-minorile/" target="_blank">giornalettismo.it</a><br />
</address>
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		<title>Brachino sospeso per il servizio sul giudice Mesiano</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 08:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Ordine dei Giornalisti a distanza di mesi punisce Claudio Brachino, a capo di Videonews, per il servizio sul magistrato che condannò Fininvest. Il 15 ottobre 2009  va in onda su Mediaset uno strano servizio su di un giudice, Raimondo Mesiano. Il magistrato che solo un giorno prima aveva condannato la Fininvest a pagare una multa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=680&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">L’Ordine dei Giornalisti a distanza di mesi punisce Claudio Brachino, a capo di Videonews, per il servizio sul magistrato che condannò Fininvest.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="brachino" src="http://www.robertocorradi.com/arti%E83/brachino.jpg" alt="" width="218" height="162" />Il 15 ottobre 2009  va in onda su Mediaset uno strano servizio su di un giudice, Raimondo Mesiano. Il magistrato che solo un giorno prima aveva condannato la Fininvest a pagare una multa milionaria per danni alla Cir di Carlo de Benedetti. La motivazione: grazie al Lodo Mondadori lo “scippo” di Segrate, che finì appunto al biscione, fu Caso Mesiano Caso Mesiano, il giudice dai calzini strani: sospeso il direttore di Studio Apertolecito, ma costituì un danno che andava risarcito. E Claudio Brachino, direttore di Videonews, manda uno dei suoi cronisti a filmare la vita privata del giudice: descrivendolo come un personaggio sospetto, dalle abitudini cupe e grigie, e dai calzini azzurri che davano l’impressione di una persona di cattivo gusto.  DILEGGIO – Dopo praticamente un anno, l’ordine dei giornalisti della Lombardia sospende Brachino. Il suo servizio provocò “un effetto diffamatorio sfiorante il dileggio” ai danni del giudice. Perciò il tesserino del giornalista è da considerarsi congelato fino a nuovo ordine: la notizia la riporta il Corriere della Sera in un piccolo trafiletto.     <img class="alignright" title="giudice" src="http://www.cinetivu.com/wp-content/uploads/2009/10/Caso-Mesiano.jpg" alt="" width="251" height="159" /></p>
<p style="text-align:justify;">Non sono dunque bastate le scuse che Brachino aveva porto al giudice, dicendosi pronto ad ospitarlo in studio. “Chi mangia fa molliche“, aveva detto il direttore. “Il servizio sul giudice Raimondo Mesiano, andato in onda giovedì scorso, non è stato un capolavoro. Di questo me ne assumo tutte le responsabilità. Mi <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_19/bachino-risposta-mesiano_9c014296-bc88-11de-9662-00144f02aabc.shtml" target="_blank">scuso</a> quindi con Mesiano e mi impegno a non trasmettere più quelle immagini. Io non ho alcuna paura di scusarmi”. Per l’associazione di categoria, però, tutto questo non è stato sufficiente.</p>
<address><em>fonte: <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/83504/caso-mesiano-giudice-calzini/" target="_blank">giornalettismo.it</a></em><br />
</address>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gaberiele.wordpress.com/680/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gaberiele.wordpress.com/680/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gaberiele.wordpress.com/680/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gaberiele.wordpress.com/680/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gaberiele.wordpress.com/680/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gaberiele.wordpress.com/680/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gaberiele.wordpress.com/680/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gaberiele.wordpress.com/680/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gaberiele.wordpress.com/680/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gaberiele.wordpress.com/680/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gaberiele.wordpress.com/680/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gaberiele.wordpress.com/680/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gaberiele.wordpress.com/680/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gaberiele.wordpress.com/680/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=680&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il miglior sindaco del mondo? Potrebbe essere calabrese</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 10:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’altra Calabria è possibile. Proprio abbarbicato sulle alture della Locride, terra di n’drangheta e di conflitti sociali aspri dove lo stato spesso latita, c’è un paesino, Riace, che è un miracolo di civiltà e che ha fatto della convivenza con gli stranieri la cifra della sua identità. Rosarno, che dista poche decine di chilometri, è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=674&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="domenico lucano" src="http://farm4.static.flickr.com/3157/2680195896_a8932ff3cd.jpg?v=0" alt="" width="392" height="294" /></p>
<p>Un’altra Calabria è possibile. Proprio abbarbicato sulle alture della  Locride, terra di n’drangheta e di conflitti sociali aspri dove lo stato  spesso latita, c’è un paesino, Riace, che è un miracolo di civiltà e   che ha fatto della convivenza con gli stranieri la cifra della sua  identità.</p>
<p>Rosarno, che dista poche decine di chilometri, è  lontana anni luce da qui. Lontane sono le sue guerre tra poveri pilotate  dalla criminalità organizzata, lontanissimi sono i calabresi che hanno  perduto l’anima e sparano ai migranti, trattati come miserabili e  sfruttati come schiavi.</p>
<p>Riace (conosciuto per il ritrovamento dei  Bronzi), 1800 abitanti, di cui 250 immigrati, non è solo accoglienza di  rifugiati politici. In un territorio infiltrato dalle ‘ndrine, e le cui  bellezze naturali sono deturpate dagli scempi dell’abusivismo edilizio,  si è imposta all’attenzione dei media nazionali e internazionali (Wim  Wenders ha girato tra i suoi vicoli un corto, “Il volo”) per la raccolta  differenziata condotta con gli asini (per fare un paragone basti  pensare che nel capoluogo calabrese, Catanzaro, la differenziata è  un’utopia), per il borgo ripopolato con le botteghe artigiane, per la  costituzione di un eco-villaggio, il “Riace- Village”, riproposizione di  un villaggio rurale per l’ospitalità diffusa e per il turismo  sostenibile, per il “Riace Film Festival”, la prima kermesse dedicata al  cinema delle migrazioni.</p>
<p>Tutte idee partorite dal sindaco  Domenico Lucano che per questo è stato nominato, unico italiano, tra i  23 finalisti del “World Mayor Prize”, premio per il miglior sindaco del  mondo (la cui raccolta di voti si chiude in queste ore), assieme, per  capirci, ai sindaci di metropoli come Città del Messico, Mumbai, ecc. Ma  lui, Lucano, “Mimmo dei curdi”, come viene chiamato qui in paese, non  si ispira a nessuno di questi, anzi, a parlare del premio si schermisce:  «Mi mette un poco a disagio, io faccio solo il sindaco con l’impegno di  un militante, non ho mai abbandonato le utopie di quand’ero studente».</p>
<p>Nessuna  affiliazione ai partiti tradizionali: Lucano è stato eletto con la  lista civica “Un’altra Riace è possibile” nel 2004, e poi riconfermato  nel 2009. Il Pd dei notabili calabresi non lo ha appoggiato. Ma lui  aveva dalla sua il consenso del paese. «Io sono di sinistra. Punto. Mi  definisco del partito di Peppino Impastato, i valori a cui mi ispiro  tutti i giorni nel fare l’amministratore sono l’uguaglianza sociale, la  partecipazione e la trasparenza per togliere gli agganci negli appalti  con la criminalità; chiamiamola, se volete, sinistra utopica».</p>
<p>In  compenso le minacce delle famiglie degli “omini d’onore” non sono  mancate. Due pallottole contro la Taverna delle Rose, ristorante  recuperato da una casa abbandonata e dato in gestione a Città Futura, la  sua associazione intitolata a Don Puglisi e infine l’avvelenamento dei  suoi due cani. E il pensiero corre veloce ad un altro sindaco  “speciale”: quell&#8217;Angelo Vassallo ucciso qualche settimana fa nel  salernitano. «Certo le minacce,  ma che significa che me ne devo andare?  – dice lui sprezzante – che tutti ce ne dobbiamo andare? Io non ho  paura, il mio messaggio è antitetico a quello della ‘ndragheta: da una  parte loro, dall’altra noi. C’è una Calabria che vuole restituire  dignità alla politica».</p>
<p>«Gli uomini d’onore, l’antistato,  –  continua Lucano – danno in qualche modo risposte più rapide alla crisi  di occupazione del territorio e qui sta la mia scommessa, indicare uno  sviluppo diverso dal turismo di massa e dai centri commerciali, uno  sviluppo che si basa sull’identità dell’essere calabrese proprio in  virtù dell’accoglienza dello straniero, valore antico che si tramanda da  generazioni». Il paese, racconta ancora il primo cittadino, stava  subendo la stessa sorte di tanti altri dell’Appennino calabrese, lo  spopolamento per le migrazioni. «Ci sono più riacesi in provincia di  Torino e in Sud America che qui».</p>
<p>E fu un giorno del luglio &#8217;98  che al sindaco, non ancora tale, venne l’idea. «Assistetti allo sbarco  di 300 immigrati e capii improvvisamente che da problema potevano  diventare la soluzione». Cominciò così a dare case a famiglie  palestinesi, afghane, eritree, serbe, («tutti disperati in fuga da  guerre e devastazioni, tanto abbiamo imparato noi riacesi da loro»),  a  insegnare loro i vecchi lavori artigianali della tradizione calabrese.  Oggi addirittura il saldo nascite/decessi è positivo.</p>
<p>Grazie agli  immigrati. E, sottolinea Lucano, «abbiamo riaperto la scuola elementare  dove sono più i bambini stranieri che quelli italiani». Insomma quel  che nelle periferie di Roma o Milano viene considerato come un problema  di ordine pubblico, qui è considerato una risorsa, «è una forma di  riscatto sociale». «La cosa che mi fa più felice?  &#8211; conclude il sindaco  – è  i bambini sono tornati a giocare per le strade di Riace».</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gaberiele.wordpress.com/2010/09/21/il-miglior-sindaco-del-mondo-potrebbe-essere-calabrese/"><img src="http://img.youtube.com/vi/XCXDipErv5o/2.jpg" alt="" /></a></span>
<address>fonte :  <a href="http://www.unita.it/news/italia/103715/sta_a_riace_il_miglior_sindaco_del_mondo" target="_blank">unità</a><br />
</address>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gaberiele.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gaberiele.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gaberiele.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gaberiele.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gaberiele.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gaberiele.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gaberiele.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gaberiele.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gaberiele.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gaberiele.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gaberiele.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gaberiele.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gaberiele.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gaberiele.wordpress.com/674/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=674&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">domenico lucano</media:title>
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		<title>Lockerz è una fregatura</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[sfoghi]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[lockerz]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi non lo conoscesse, Lockerz è un sito di raccolta punti che promette premi fantastici, ma accaparrarseli è praticamente impossibile. Il sito permette vari modi per raccogliere punti, l&#8217;invito di nuovi utenti, la risposta alla domanda giornaliera, il login giornaliero e visionare video di pochi minuti. I premi esposti sono molto allettanti ma per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=671&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="lockerz" src="http://www.bluranocchio.com/wp-content/uploads/2010/02/lockerz1-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Per chi non lo conoscesse, Lockerz è un sito di raccolta punti che promette premi fantastici, ma accaparrarseli è praticamente impossibile.</p>
<p>Il sito permette vari modi per raccogliere punti, l&#8217;invito di nuovi utenti, la risposta alla domanda giornaliera, il login giornaliero e visionare video di pochi minuti.<br />
I premi esposti sono molto allettanti ma per accaparrarseli bisogna richiederli in un determinato momento del mese, chiamato redenzione, della durata di soli 30 minuti, che avviene in un momento qualsiasi del mese e senza avviso.</p>
<p>Il sito ha anche una sezione dedicata all&#8217;acquisto dei premi, chiama SHOP, che permette ai più impazienti di non aspettare la redenzione ma di convertire i propri punti in denaro ed acquistare i premi.<br />
Solo che fin&#8217;ora lo SHOP era attivo solo per gli utenti americani e non per tutti. Da poco tempo hanno attivato questa sezione a tutti gli utenti e solo ora ho capito quanto sia una bufala questo sito.</p>
<p>Sono iscritto a Lockerz da oltre un anno, ho raccolto oltre 6000 punti, sufficienti a riscuotere (durante la redenzione) bei premi come &#8220;New iPod Touch 64 GB &#8221; (3375 punti),  &#8220;MacBook Pro 13 inch&#8221; (6175 punti) o &#8220;una ricarica paypal da 200$&#8221; (5200 punti) e altri premi altrettanto allettanti.</p>
<p>In oltre un anno ho beccato la redenzione solo 3 volte, la prima volta era iniziata da 20 minuti e come era prevedibile non ho trovato più nessun premio disponibile, i premi infatti sono pochi e finiscono presto, ma quanto presto? Ora lo capirete.<br />
La seconda volta la redenzione era iniziata da 5 minuti e come la prima volta non ho trovato nulla se non gli sfondi che ovviamente essendo delle semplici foto non possono essere limitati.<br />
La terza volta invece sono stato fortunato a beccarla appena attivata e dopo un minuto di attesa per caricare la pagina, per il troppo afflusso di utenti, i premi erano nuovamente terminati.</p>
<p>Deluso dalle redenzioni ho deciso di aspettare l&#8217;attivazione dello SHOP internazionale per poter acquistare i premi con i miei punti.<br />
Fino  a quel momento infatti per gli americani, o almeno così sembrava, era possibile acquistare i premi con pochi punti o quasi. Per farvi un esempio, una maglietta da 20$ era acquistabile con 4.000 punti, ed io puntavo alla maglietta, niente di più.<br />
Solo che all&#8217;attivazione dello shop l&#8217;amara sorpresa e cioè che per acquistare la stessa maglietta ora occorrevano quasi 60.000 punti.</p>
<p>Per cui mi sento preso in giro e ho deciso di eliminare il mio account da Lockerz.</p>
<p>Nuovi iscritti siete avvertiti, non sperate di riuscire a prendere nessun premio.</p>
<p><strong>Per cancellare il proprio account da Lockerz</strong> bisogna scrivere un’email a questo indirizzo change@lockerz.com mandandolo con  l’email utilizzata per l’account e scrivere nell’oggetto dell’email questo : “<strong>Delete</strong>“.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Gaberiele</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gaberiele.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gaberiele.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gaberiele.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gaberiele.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gaberiele.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gaberiele.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gaberiele.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gaberiele.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gaberiele.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gaberiele.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gaberiele.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gaberiele.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gaberiele.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gaberiele.wordpress.com/671/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaberiele.wordpress.com&amp;blog=1081947&amp;post=671&amp;subd=gaberiele&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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