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Trivellazioni petrolifere in Puglia

L’ufficio Valutazione Impatto Ambientale del ministero dell’Ambiente ha espresso parere positivo alla richiesta della società petrolifera Petroceltic Elsa di sondare il mare tra il Gargano e le Isole Tremiti alla ricerca di petrolio, a 12 chilometri dall’arcipelago e a 11 dalla costa. Le compagnie petrolifere pagheranno allo Stato circa il 30% tra royalties e tasse, mentre alla regione resterà solo l’1%.

Il nostro governo si sa, è sempre al passo con i tempi, il nucleare non è conveniente? Loro pensano di fare centrali nucleari! L’era del petrolio sta giungendo al termine? Investiamo nel petrolio! Ma come ragionano? E poi, dove vogliono mettere una piattaforma petrolifera? In Puglia. La stessa Puglia che è ai primi posti per produzione di energia rinnovabile. La Puglia ha capito su che tipo di energia bisogna investire, speriamo che lo capisca anche il governo.

fonte:legambiente

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Eruzione Islanda: Il 2010 sarà un anno senza estate?

Nessuno sa prevedere l’evoluzione dell’eruzione dell’Eyjafjallajokull. Per gli esperti potrebbe durare anche un anno, o fare da apripista a un’eruzione ben più potente del vicino vulcano Katla: e in quel caso le conseguenze sul clima potrebbero farsi sentire. Ma fino a che punto? Nella storia della meteorologia esiste un caso celebre fra gli studiosi ma poco noto al pubblico: quello dell’«anno senza estate», provocato appunto da una gigantesca eruzione. L’anno in questione è il 1816 e il vulcano «responsabile» è il Tambora, in Indonesia. Si era nella cosiddetta Piccola Era Glaciale, durata dal 1400 al 1850 e caratterizzata da temperature in media più rigide delle attuali, ma con estati tutto sommato solo un po’ più fresche. Nel 1816, invece, con l’inizio dell’estate cominciarono a succedere cose molto insolite. Dopo un maggio freddo, il 6 giugno una fitta nevicata ricoprì il Nord Europa e il Nord America. Seguirono cinque giorni di gelo che distrussero gran parte delle coltivazioni in entrambi i continenti. Il clima parve poi rimettersi, ma era un’illusione: poco prima della metà di luglio una seconda ondata di aria polare congelò ciò che era rimasto nei campi, facendo schizzare i prezzi dei cereali. Quando già si temeva la carestia tornò qualche settimana di normalità, presto interrotta da una terza gelata alla fine di agosto. Perfino nell’area del Mediterraneo i raccolti di patate, mais e uva andarono devastati. Il disastro era compiuto. L’estate era ormai finita e di fatto non era mai cominciata. Il 1816 passò alla storia come l’«anno senza estate», cui seguirono un autunno e un inverno molto freddi e senza scorte alimentari adeguate. Soprattutto in Europa, impoverita dalle lunghe guerre napoleoniche, la fame falciò centinaia di migliaia di vite. Nessuno allora riuscì a spiegare la causa di questa anomalia. Solo alla fine del secolo la si collegò alla violentissima esplosione del vulcano Tambora, avvenuta nell’aprile 1815 e passata quasi inosservata in Occidente. L’immensa quantità di ceneri vomitata nel cielo aveva provocato nell’alta atmosfera la formazione di una nube colossale che filtrò parte dei raggi solari abbassando nettamente le temperature. E cancellando l’estate del 1816.

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Abbattuto un bosco per evitare “infratti”.

un ex frequentante del bosco

Inghilterra, cittadina di Darwen, sono stati  abbattuti oltre 6.000 alberi per impedire alla gente d’infrattarsi per fare sesso.

Secondo quanto riferisce il Daily Mail, il boschetto era diventato una delle mete preferite dei ‘doggers’, persone che si recano in determinati spazi pubblici per avere rapporti sessuali con sconosciuti.

Lo spiazzo panoramico di dodici ettari popolare tra questi ‘doggers’, vantava un bosco conifero di migliaia di alberi, alcuni piantati dopo la seconda guerra mondiale, ma per ordine del consiglio comunale di Blackburn with Darwen, il trancio di foresta è stato raso al suolo.

L’assessore competente di Blackburn with Darwen, Jean Rigby, si è difesa dalle accuse dicendo che “nello spiazzo vuoto ripianterà degli altri alberi nativi della zona” e che ” da quando è stata abbattuta la foresta non si sono più verificati scandali di natura sessuale. Sono contenta della decisione”.

Qualcuno informi l’assessore dell’esistenza dei guardiaboschi!

Ma soprattutto, se hai questo problema che mi ripianti altri alberi? Fra qualche anno sarai punto e a capo.

A Darwen immagino che  se beccano qualcuno fare sesso in auto, prima gli sequestrano l’auto e poi gli ridanno una smart!

Gaberiele

fonte:  ansa

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Prima centrale ibrida in costruzione

La settimana scorsa è iniziata la costruzione della prima centrale ibrida del mondo. Combinando turbine eoliche, biogas e idrogeno questa centrale tedesca produrrà energia ‘pulita’ in modo continuo. Entrerà in funzione già nel 2010 e, secondo alcuni, sarà la prima di una lunga serie.

Angela Merkel ha inaugurato la costruzione della prima centrale ibrida del mondo
Le energie rinnovabili, dicono alcuni, sono inaffidabili. Pannelli solari e turbine eoliche non potranno mai sostituire i combustibili fossili, poiché forniscono energia in modo discontinuo. Questa è la critica che più spesso colpisce le energie pulite. Sul fatto che le energie rinnovabili siano condizionate dalla Terra e non dall’uomo, non c’è dubbio. Ma se abbattessimo gli sprechi e apllicassimo un reale risparmio energetico, le energie rinnovabili potrebbero essere sufficienti per tutti: bisognerà, però, immagazzinare il surplus di energia rinnovabile prodotta ogni volta che le centrali sono operative.
Quest’idea è ormai a qualche passo dalla realizzazione. Martedì 21 aprile, infatti, è iniziata la costruzione della prima centrale ibrida del mondo. Una combinazione di energia eolica, biogas e idrogeno garantisce almeno 6 megawatt di energia pulita indipendentemente dalle condizioni del vento.
La centrale viene costruita a Prenzlau, una cittadina del Brandenburgo ad un centinaio di chilometri a nordest di Berlino. Assieme al primo ministro del Brandenburgo, Matthias Platzeck, il cancelliere Angela Merkel ha posto simbolicamente la prima pietra della centrale.
Almeno 21 milioni di euro: sarà questo il costo complessivo della costruzione. La società per azioni Enertrag è l’investitore principale della centrale. Quest’impresa di energia eolica è una delle principali d’Europa: gestisce circa 440 centrali all’interno del continente.
L’elemento principale della centrale sarà costituito da tre turbine eoliche con un potenziale totale di 6.000 kWMa come farà a costruire una centrale sia ‘pulita’ che affidabile?

L’elemento principale sarà costituito da tre turbine eoliche con un potenziale totale di 6.000 kW. Quando queste produrranno più energia elettrica di quella richiesta sul momento, un trasformatore da 500kW utilizzerà l’energia superflua per la produzione di idrogeno. L’idrogeno verrà dunque prodotto senza emissioni di CO2, per essere poi immagazzinato.
In periodi caratterizzati da poco vento, o da elevate richieste energetiche, l’idrogeno salvato verrà mischiato al biogas (prodotto anch’esso all’interno della centrale). Questo miscuglio verrà poi ritrasformato in energia elettrica e termica.
La centrale ibrida sarà quindi in grado di fornire energia anche in mancanza di vento. Se l’assenza di vento persistesse, e quindi l’idrogeno scarseggiasse, verrebbe semplicemente utilizzato più biogas del normale. Viceversa, in condizioni di forte vento, per evitare di sovraccaricare la rete, l’energia eolica verrà trasformata in idrogeno.
“Così ci ricolleghiamo anche alle auto a idrogeno: quello prodotto da fonte rinnovabile è l’unico a rendere sostenibile una mobilità CO2-neutrale”, spiega Jörg Müller, l’amministratore delegato di Enertrag. Purtroppo, però, l’idrogeno prodotto da questi impianti verrà utilizzato in gran parte per controbilanciare i periodi in mancanza di vento, e non potrà quindi venir impiegato nella mobilità.

Producendo l’idrogeno da energia convenzionale o da risorse fossili, vengono emesse quantità enormi di CO2

Il problema della mobilità rimane dunque irrisolto: anche l’idrogeno prodotto da energia convenzionale o da risorse fossili è problematico perché la sua produzione causa enormi emissioni di CO2. Con questo tipo di produzione il bilancio di emissioni è addirittura superiore che immettendo i combustibili fossili direttamente nel motore delle macchine.

Risolta è invece, la questione dello stoccaggio prolungato di energia rinnovabile: “L’idrogeno è il miglior modo per accumulare grandi quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili,” assicura Werner Diwald, presidente di Enertrag.

“La sola rete di biogas tedesca può immagazzinare la quantità di idrogeno necessaria per produrre il 60% dell’elettricità annuale tedesca. Ciò dimostra che l’accumulo di grandi quantità di energia eolica non è affatto impossibile.”

La centrale di Prenzlau entrerà in funzione già tra un anno, ma si troverà sola. Secondo Platzeck, però, tra una ventina di anni vi saranno centrali ibride ovunque. Forse addirittura in Italia.

L’accumulo di energia pulita è a qualche passo dalla realizzazione.

Resta l’altro fattore fondamentale per liberarsi dai combustibili fossili: l’abbattimento degli sprechi.

WWW.terranauta.it

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Batterie “a virus”

battery-virus

Un microorganismo per alimentare batterie per cellulari, lettori MP3 e persino automobili. Per la prima volta la scienza parla concretamente di “tecnologia pulita” e lo fa con un progetto già presentato all’attenzione del presidente americano Barack Obama. I ricercatori del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, sono infatti riusciti a progettare geneticamente dei virus per ottenere il polo negativo e quello positivo di una batteria agli ioni di litio.

“Il nuovo virus produci-batterie – spiega Angela Belcher, docente di Scienza dei materiali e ingegneria biologica che ha condotto la ricerca – ha la stessa capacità energetica e la stessa potenza delle batterie ricaricabili che usiamo oggi per caricare la macchina, ma potranno essere utilizzate anche per caricare i normali dispositivi elettronici”. Le nuove batterie potranno essere realizzate in modo economico e rispettoso dell’ambiente, senza solventi pericolosi né materiali tossici.

In una batteria tradizionale, gli ioni di litio scorrono tra l’anodo negativo, in genere di grafite, e il catodo positivo, generalmente di ossido di litio e cobalto. Nell’aprile del 2006 un gruppo di scienziati del MIT guidato dalla Belcher annunciò di aver trovato un modo per utilizzare i virus per formare cavi nanoscopici adatti a costruire batterie agli ioni di litio ultra sottili, e dotati di tre volte la normale densità di energia. Da allora è stata fatta molta strada.

Nell’ultimo lavoro, il team si è concentrato sulla costruzione di un catodo ad altissima potenza, da equilibrare con l’anodo. I catodi sono infatti più difficili da costruire poiché devono essere degli ottimi conduttori, mentre la maggior parte dei materiali candidati a riprodurli sono altamente isolanti. Per ottenerli, i ricercatori Gerbrand Ceder e Michael Strano hanno progettato dei virus che prima si ricoprono di fosfato di ferro, poi afferrano i nanotubi di carbonio così da creare una rete di materiale ad altissima conduttività.

Poiché i virus riconoscono e si legano in particolare a certi materiali (in questo caso ai nanotubi di carbonio), ogni cavo nanoscopico al fosfato di ferro può essere elettrizzato per mettere in relazione la loro rete. Gli elettroni possono viaggiare lungo la rete di nanotubi di carbonio, infiltrandosi attraverso gli elettrodi fino al fosfato di ferro e trasferendo energia in pochissimo tempo.

Il virus batteriofago M13 è stato modificato geneticamente. In sostanza, trasformato in un piccolo elettrodo. Si tratta di un comune battericida, che attacca questi organismi ma è innocuo per l’uomo. Il team ha riscontrato che l’incorporazione di nanotubi al carbonio aumenta la conduttività del catodo senza aggiungere troppo peso alla batteria. Stando ai test, le batterie con il nuovo materiale catodico potranno essere ricaricate e scaricate fino a 100 volte senza perdere capacità. “Ci aspettiamo risultati anche migliori in futuro”, ha aggiunto la Belcher.

Il prototipo è confezionato come una batteria classica, ma molto più leggera, adattabile e sicura. La scorsa settimana, la presidentessa del Mit, Susan Hockfield, ha presentato la scoperta alla Casa Bianca, parlando a lungo con il presidente Obama della necessità di raccogliere fondi federali a favore delle tecnologie ad energia pulita.

Ora che i ricercatori hanno dimostrato di essere in grado di elettrizzare le batterie attraverso dei virus, hanno intenzione di continuare utilizzando materiali come il fosfato di magnesio e il fosfato di nickel. Quando anche questi progetti saranno pronti, concludono i ricercatori, i dispositivi potranno raggiungere il mercato.

fonte: repubblica.it

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Effetto serra? Non esiste!

I cambiamenti climatici non esistono. E se esistessero farebbero un gran bene.

E’ una mozione che porta, tra le varie firme di esponenti della maggioranza, anche quelle di

dell'utri Dell’Utri (senatore per il Pdl)

(condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e in Cassazione per frode fiscale) ,

nania Nania (senatore per il Pdl)

(condannato a 7 mesi nel 1969 per lesioni volontarie personali e nel 2004 condannato, in primo grado, per abusi edilizi della sua casa di Barcellona Pozzo di Gotto, ne è stato prosciolto in appello nel 2005 perché nel frattempo la legge era stata cambiata) e

poli bortone Poli Bortone (senatrice per il Pdl)

(rinviata a giudizio, insieme ad altre nove persone, con l’accusa di abuso d’ufficio.).

In polemica con la Commissione europea che dà “per scontata l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell’atmosfera terrestre all’emissione dei gas serra antropogenici”, i parlamentari del centrodestra professano senza esitazione la loro fede scettica. Sostengono che “una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell’atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all’anidride carbonica di emissione antropica”.

E se invece il mutamento climatico fosse veramente in atto? Niente paura – si legge nella mozione che verrà discussa giovedì in Senato – sarebbe una gran bella cosa: “Se pure vi fosse a seguito dell’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all’ambiente, all’economia e all’incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici”.

A queste affermazioni non posso che ribattere dicendo,

Cari Onorevoli (anche se di onorevole non avete nulla), attenti agli scienziati che frequentate, perchè in giro ci sono ancora dottori che negano che il fumo faccia male, “scenziati” che negano l’evoluzionismo darwiniano, “esperti” che negano la shoah e se cercate bene troverete ancora qualcuno che pensa che la terra sia piatta, quindi cari Senatori attenti alle cattive compagnie,  perchè andando con gli stupidi si rischia di diventarlo.

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Fiat Eco-Drive, la prima auto ecologica italiana che nessuno ci racconta

Un fatto incredibile arriva direttamente dal Regno Unito. Diciamo incredibile perché si tratta di un evento tutto italiano, di cui in Italia non si è parlato per niente, tanto che per averne notizia bisogna andare a visitare i blog stranieri. Si tratta della Fiat Eco-drive, la prima automobile in commercio della italianissima Fiat con un sistema ecologico completamente innovativo, e che anziché essere sbandierato ai quattro venti, viene passato sotto silenzio anche da noi.

La super-modella Jodie Kidd è diventata la prima persona nel Regno Unito a pubblicizzare la nuova Fiat Eco-Drive. Secondo Autobloggreen, si tratta di una normale 500, quindi senza basse emissioni di CO2, sistemi di alimentazione ad idrogeno, solare o quant’altro. La novità del sistema consiste nell’utilizzare una chiavetta USB che registra le informazioni su come si sta guidando. Quando si ritorna a casa, queste informazioni vengono inserite in un computer, in cui il software fornito dalla Fiat stessa ti dice se hai ben guidato e in che cosa potevi fare di meglio. Ovviamente non dice se siamo pronti per il Gran Premio, ma soltanto se abbiamo guidato in maniera ecologica (nessuna accelerazione improvvisa, frenate brusche, spreco di carburante, ecc.).

Quest’automobile attualmente è in fase di commercializzazione in soli dieci concessionarie Fiat in tutto il mondo ma, in caso di successo, sarà disponibile anche in tutte le altre. Queste le parole di Jodie Kidd dopo averla provata:

La Fiat 500 è una bella macchina, e la tecnologia Eco-Drive è assolutamente giusta per il momento attuale. La gente dovrebbe pensare di più alla propria capacità di guida e all’ambiente. E’ una grande idea.

Resta da vedere quanto le persone si ricorderanno di inserire la chiavetta Usb, se avranno il tempo di controllarla tutte le volte che avranno guidato e se poi seguiranno i consigli del software. Probabilmente il feedback in tempo reale che permette il monitoraggio direttamente in auto come l’ECO Mode già spiegato altre volte, potrà essere uno strumento migliore e più diretto. Ma vedere che finalmente possiamo vantare un’eccellenza italiana anche in fatto di ecologia fa un certo effetto. Peccato però che nei telegiornali queste cose non vengano mai raccontate. Chissà poi perché.

fonte:  ecologiae.com

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Quando a inquinare è la ministro dell’ambiente

Il prossimo G8 sull’ambiente si terrà a Siracusa, patria della bella, brava, buona ed intelligente ministro Stefania Prestigiacomo, che ha dimostrato come pochi altri di avere a cuore l’ambiente. Soprattutto a Siracusa

Mancano  poche settimane  all’evento che porterà la Sicilia al centro del dibattito mondiale sui temi dello sviluppo sostenibile. Il G8 sull’ambiente si terrà infatti nella magnifica cornice di una delle più belle città italiane: la meravigliosa Siracusa. Quale sede migliore per parlare di ambiente della città patrimonio dell’Unesco, piena di bellezze e monumenti che il mondo ci invidia, dal Teatro Greco all’orecchio di Dioniso, dalla Fonte Aretusa con il suo papiro, ai parchi marini e aree naturalistiche che la circondano?

prestigiacomo

Il merito di questa magnifica scelta è della bella, brava, intelligente ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, che a Siracusa è nata, cresciuta e risiede, assieme alla sua bella famigliola di imprenditori: il papà Giuseppe, ad esempio.  Azionista di riferimento della Sarplast, azienda fallita nel 1997 lasciando sul tappeto 957 creditori e 51 milioni di euro di debiti. Nell’azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti , con operai che ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. Semplici coincidenza, anche se la procura di Siracusa aprì un’inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni tra cui pendenze con il fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni. Insomma, sono gente moderna, che non sta con le mani in mano, esempio di quel sud che vuole crescere, svilupparsi, diventare “europeo”.

Ma Siracusa oltre ad essere la patria di questa grande famiglia, una città straordinaria, può vantare invidiabili record in materia di ambiente. Nelle graduatorie delle 103 province italiane è al 73 esimo posto per percentuale di veicoli inquinanti, al 96 esimo per presenza di spazi verdi urbani, al 103 esimo (cioè, all’ultimo) per quantità di raccolta differenziata. Il suo record più bello però è il numero di giorni in cui vengono superati i limiti di emissione di polveri sottili: succede 282 giorni all’anno. Di particolare pregio, a 15 minuti di auto dall’Ortigia, anche il polo industriale di Augusta-Priolo, il secondo polo inquinante d’Italia, dove si raffina il 255 del petrolio distribuito in Italia e la quota di tumori e malformazioni neoantali è la più alta d’Italia. Lì operano l’Eni, la Erg e anche la Vetroresina engineering development (Ved), azienda di oltre 200 addetti specializzata in tubi industriali. Quest’azienda è di proprietà della famiglia Prestigiacomo, l’amministratore è sempre papà Giuseppe e tra gli azionisti principali c’è anche la nostra brava, bella e intelligente ministro.

Che però per l’ambiente si sta dando molto da fare, in Italia e in Europa, anche se forse nessuno se ne accorge. Non manca infatti giorno in cui la ministro non intervenga in favore dello sviluppo sostenibile, della tutela e valorizzazione dell’ambiente, contro l’inquinamento e tutti quei mascalzoni che devastano il territorio e inquinano il mare e l’aria. Se non ne sentite mai parlare è perché – con la discrezione tipica delle donne della sua bella terra di Sicilia – la ministro Prestigiacomo evita sovraesposizioni mediatiche e opera in assoluto silenzio, anche per non oscurare il lavoro degli altri suoi colleghi ministri e non far fare loro brutte figure. Invece, si sta dando tanto da fare per l’ambiente e soprattutto per la sua Siracusa. Ha promosso l’intesa fra il ministero dell’ambiente, la regione Sicilia e il comune di Siracusa per interventi per 4 milioni di euro per recupero del lungomare di Ortigia, interventi di riqualificazione ambientale in via Colomba, infrastrutture viarie della zona umbertina ed opere di sistemazione della zona del Castello Maniace e delle aree adiacenti.

E soprattutto, nonostante i molteplici impegni da ministro, la Prestigicomo ha trovato il tempo per fare un’incredibile scoperta, mentre passeggiava per caso per le vie della sua adorata città: a Siracusa, proprio davanti all’isola di Ortigia, vicino al centro, accanto alla zona patrimonio dell’Unesco, è stato costruito più di 10 anni fa un autentico ecomostro di cemento: il parcheggio Talete. La solerte ministro, innamorata dell’ambiente e di Siracusa, ha recentemente  definito il parcheggio un “ecomostro che offende Ortigia, ma soprattutto un’opera  eminentemente inutile”. E ne ha proposto l’eliminazione per poter “definire un riassetto armonico di tutta l’area”. Curiosamente pochi giorni dopo la Port Royal srl, una società nell’orbita del gruppo Caltagirone, che da tempo propone per Siracusa la costruzione di un magnifico porto turistico, è tornata alla carica per collocare la struttura più o meno in quell’area. Sul progetto, che ha una storia quasi ventennale, si sono già addensati sospetti di diverse operazioni in odore di speculazione edilizia, e in città molti dicono che vari edifici fatiscenti nelle adiacenze dell’area siano stati comprati dal notaio Angelo Bellucci, marito della ministro Prestigiacomo.

Ma questa sono chiacchiere! I fatti parlano chiaro: l’ambiente è una delle priorità della bella, brava, buona e intelligente ministro. Che vuole lanciare proprio da Siracusa, in occasione del G8 sull’ambiente, le sue grandi idee in materia di sviluppo sostenibile. Perché l’ambiente non è solo la vecchia superata concezione di tutela del paesaggio, di lotta al degrado. L’ambiente, se si vuole, può essere anche un ottimo affare. Un affare di famiglia.

Buon tutto!

Carlo Cipiciani – Giornalettismo.com

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