
Un nuovo allarme viene lanciato in questi giorni da Greenpeace, ed è molto preoccupante perché tocca l’Italia e le tasche degli italiani. La maggiore compagnia elettrica italiana, l’Enel, si è accollata l’onere di costruire le famose quattro centrali nucleari volute dal Governo nei prossimi anni. Il problema è che queste centrali costano, e nemmeno poco.
Un’azienda così importante e grande come l’Enel avrà chissà quanti capitali, direbbe chiunque. Ed invece no. L’ultimo bilancio della società energetica parla di una perdita di ben 50 miliardi di euro in un solo anno. Ma nonostante questo, Enel è corsa in aiuto della Edf, la cugina francese, per tentare di sollevarla dai costi della produzione energetica. Sarà inguaiata anche l’Edf? Certo che sì, ma paradossalmente lo è molto meno di Enel. Per la precisione i debiti della società francese, la quale sta facendo di tutto per recuperarli, ammontano a 25 miliardi di euro, la metà degli italiani.
Ma mentre in Francia se sei indebitato devi tentare di pagare i tuoi debiti, in Italia ciò non avviene, anche perché il socio di maggioranza di Enel è proprio lo Stato Italiano. E quindi accumuliamo debiti su debiti, puntando sul nucleare. Il costo della costruzione delle quattro centrali sarà di 25 miliardi, che aggiunte alle varie partecipazioni per le altre produzioni in Francia, Slovacchia e Romania, arrivano a 30 miliardi. Solo che stavolta l’Enel si vuol comportare da buona azienda, e non vuol fare tutto a debito, ma vuol pagare in contanti. E come fare?
Semplice, vendendo settori dell’azienda. E i settori che ci rimetteranno saranno il gas e l’Enel Green Power, il settore delle energie rinnovabili dell’Enel. La vendita (o per meglio dire la svendita) non riguarda settori in perdita, altrimenti non se li sarebbe comprati nessuno. La vendita riguarda alcuni dei pochi settori aziendali in buona salute. Pensate che il settore rinnovabile fatturava tre volte quello che fatturano gli altri settori. Si vende perché, in quanto redditizio, ha un valore maggiore. Ma a questo punto vien da chiedersi, visto che il settore delle rinnovabili è così florido, perché indebitarsi per il nucleare, tralasciando questo campo così virtuoso? Chi conosce la risposta alzi la mano. Ma il sospetto è che la risposta la conosciamo un po’ tutti.
Venti appartamenti di 85 metri quadrati con giardino e box auto. Saranno inaugurati martedì 31 marzo a Follonica, in provincia di Grosseto, e avranno un record: saranno i primi in Italia a funzionare con l’energia della terra e chi li abiterà non pagherà neppure una lira di bolletta e avrà il riscaldamento gratuito durante tutta la stagione fredda e l’aria condizionata, anch’essa a costo zero, in estate. Le case a totale efficienza energetica utilizzano infatti la così detta «geotermia a bassa entalpia», ovvero l’energia che viene sprigionata naturalmente dalla terra e può essere canalizzata nel riscaldamento della casa utilizzando particolari sonde. Il progetto è stato realizzato dallo studio Ecogeo di Siena e dalla Cooperativa edile l’Avvenire di Follonica. Gli appartamenti sono costati 255 mila euro l’uno, un prezzo perfettamente in linea con il mercato. Il calore naturale della terra viene catturato grazie a una tecnica particolare. «Si trivella il terreno per un centinaio di metri – spiega Giacomo Biserni, geologo dello studio Ecogeo – e poi si utilizzano sonde dal diametro massimo di 15 centimetri collegate alla centrale termica. Infine il calore viene spinto nelle serpentine collocate sotto il pavimento. Queste ultime riscaldano l’ambiente senza spendere una lira di bolletta energetica». La cosa più interessante dell’impianto è la doppia funzione. In estate, infatti, si trasforma in un ottimo refrigeratore per raffreddare la temperatura di ogni stanza. Insieme all’uso della geotermia a bassa entropia, i tecnici hanno utilizzato anche impianti fotovoltaici. Per rendere però fattibile una totale autarchia energetica i costruttori hanno impiegato materiali particolari. Come speciali mattoni ad alta efficienza energetica, isolanti naturali per il tetto e le pareti.