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Rete censurata o sicurezza assicurata?

Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“.

Nel seguente video il sen. D’Alia parla dell’art. 50-bis.

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Microsoft cancella gli account gay

Pochi giorni fa, una ragazza (il cui nickname su Xbox Live è Theresa) si è vista bannare a vita dalla piattaforma online della console Microsoft solamente per aver dichiarato apertamente la propria omosessualità nella descrizione del proprio account: naturalmente l’evento ha portato la “Gay and Lesbian Alliance Against Defamation” (GLAAD) a chiedere lumi alla multinazionale americana per l’accaduto.

“Non siamo una corporazione monolitica che cerca di stabilire regole morali. Non stiamo portando avanti una censura, o alimentando il bigottismo. In effetti l’offesa ai giocatori di qualsiasi tipo, sia omofobia, razzismo o altro, è chiaramente proibita e il mio team prende azioni precise contro di essa, inclusa la cancellazione permanente dell’account.”

La risposta, arrivata direttamente dal capo della Moderazione Xbox, Stephen Toulouse, è stata affidata alle pagine del sito The Consumerist e tira in ballo il fatto che nella stragrande maggioranza delle volte in cui gli utenti utilizzano le parole “gay” o “lesbica”, all’interno della comunità online, lo si fa per offendere e non per autodeterminazione sessuale.

La lettera aperta di Toulouse si conclude con la richiesta di poter parlare direttamente con “Theresa” per scusarsi con lei a nome della Microsoft, ricordando che la società può incappare in “incidenti di percorso” del genere quando c’è da gestire una piattaforma enorme come Xbox Live e garantendo contemporaneamente la libertà d’espressione di tutti gli utenti che la compongono.

Il caso non è isolato, prima di “Theresa” altri account come “Gaywood” e  “TheGayGamer” sono stati bannati per le stesse ragioni.

Che razza di libertà d’espressione è questa.

Oltre al fatto che gay è un aggettivo che oltre a omosessuale può significare anche vivace, brioso, allegro;  perchè quindi bannare l’aggettivo gay e non tutti gli altri, “fat” significa grasso, e non mi sembra un complimento, ci sono infiniti possibili insulti, anche non volgari.

Alcuni esempi di parole innocue sono nosegay (mazzolino), margay(è un animale), gay fellow(buontempone) ecc…

Quindi o si bannano tutti gli account contententi aggettivi e gli insulti conosciuti oppure non se ne banna nessuno per le sole lettere dell’account.

Io sono per la seconda, e voi?

Gabriele.

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