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Brescia: corso per “curare” i gay

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Presso la casa di formazione S. Efrem Diacono di proprietà dell’arcidiocesi di Brescia avranno luogo tra il 24 gennaio e il 20 giugno degli incontri, organizzati dal Gruppo Lot e da Living Waters, per la presentazione di cristo-terapie atte a “guarire” gli omosessuali. Il volantino promozionale parla di “guarigione che viene da Dio”, tramite “la riflessione, l’ascolto e la preghiera”.

Per farvi due risate fatevi un giro sul sito del Gruppo Lot.

Zompettando tra i vari link sono incappato in un’altro sito:  www.agapo.net.  E’ a dir poco sbalorditivo e vi consiglio l’articolo: “Gli svantaggi dell’Opzione Gay” ;  risate assicurate.

Il cristianesimo è anche questo, è vero,  queste persone seguono alla lettera o in maniera molto forte ciò che è scritto nella Bibbia, che sarebbe “la parola di Dio”.

La Bibbia contiene molti versetti contestabili: accetta la schiavitù, la sottomissione delle donne, condanna chi non crede in Dio, gli omosessuali e molto altro ancora.

La Bibbia però è stata scritta da uomini, e gli uomini hanno dei pregiudizi, dei gusti, delle preferenze e commettono degli errori. Dio NO, Lui ama tutti e tutto, noi siamo suoi figli, tutto è creato da lui, è impensabile che un essere così generoso e buono sia in grado di provare odio, di discriminare, di escludere, di punire; il Dio in cui io credo non sarebbe capace di farlo, Lui ci accetta, ci fa scegliere e ci conduce verso la felicità e la serenità, che la chiesa e la Bibbia hanno voluto stereotipare, ma che Dio sa benissimo essere la cosa più personale al mondo.

Gabriele

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Alemanno: i docenti laici della Sapienza sono “criminali”

Intervenendo a un dibattito tenutosi a Cortina d’Ampezzo, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha affermato che l’Università di Roma “la Sapienza” “è tenuta in ostaggio da 300 piccoli criminali, gente di cui dobbiamo liberarci”.
Alemanno ha inteso riferirsi sia all’invito all’ex br Valerio Morucci a partecipare a un dibattito presso la facoltà di Scienze Umanistiche, sia alle vicende dello scorso anno inerenti la mancata lectio magistralis di Benedetto XVI, criticata in primis da 67 docenti della facoltà di Fisica. Le due vicende non sono in realtà per nulla collegate, e le dichiarazioni di Alemanno sembrano costituire soprattutto un appoggio al nuovo rettore Luigi Frati, che recentemente ha rinnovato l’invito al papa a intervenire presso l’ateneo romano. I docenti di fisica Carlo Bernardini, Brunello Tirozzi e Carlo Cosmelli hanno già precisato che non hanno nulla in contrario a invitare Benedetto XVI a parlare alla Sapienza, purché vi sia contraddittorio e purché non avvenga in occasione della cerimonia di apertura dell’anno accademico, che ha il compito di indicare le “linee-guida di didattica e di ricerca”: compito che, pertanto, non può essere assegnato al rappresentante di una religione.

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fonte:  www.UAAR.it

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L’islam e le spose-bambine

Vorrei scusarmi con tutte le persone islamiche che dovessero leggere questo post, per non essere riuscito a descrivere i fatti in maniera oggettiva.

In Indonesia un leader religioso di 43 anni, proprietario di una scuola islamica, ha sposato una dodicenne e si appresta a sposare altre due bambine rispettivamente di 9 e 7 anni.

Secondo quanto affermato dall’uomo (se così lo possiamo chiamare), le bambine gli  piacciano perché può educarle come si deve e farle diventare “buone donne musulmane”. Il protagonista della vicenda è un uomo d’affari 43enne, che gestisce l’istituto Pondok-Pesantren Miftakhul Jannah a Semarang, nell’isola di Giava.

Il leader religioso, difeso da tutti gli altri leader indonesiani, ha affermato che l’Islam consente il matrimonio con minorenni come dimostrato dal fatto che il profeta Maometto ha sposato la moglie prediletta Aisha quando questa aveva 7 anni. In ogni caso, giusto per lavarsi la coscienza, l’Imam ha garantito che non avrà rapporti sessuali con le bambine almeno fino a quando queste non avranno la prima mestruazione. Allucinante.

Incredibili le reazioni dei politici indonesiani. Hilman Rosyad Syihab, vice presidente del Parlamento e uno dei leader della formazione islamica del Partai Keadilan Sejahtera (PKS), ha detto che l’uomo “è giustificato perché segue l’esempio di Maometto”. Va detto che la legge vigente in Indonesia dice che una donna può sposarsi quando raggiunge 16 anni e un uomo quando arriva al compimento dei 19. L’età del consenso sessuale è invece di 16 anni, quindi in teoria il religioso rischierebbe la galera. Tuttavia i religiosi indonesiani si oppongono fermamente all’arresto del loro compare sostenendo che il matrimonio, secondo i precetti islamici, è perfettamente regolare.

La pratica di prendere spose bambine è purtroppo molto diffusa nell’Islam. In pratica si tratta di una vera e propria pedofilia legalizzata dai precetti religiosi, una cosa inammissibile e che non può e non deve essere tollerata. E’ inutile che in molti Stati siano state introdotte leggi per evitare che ciò avvenga (in Marocco per esempio) quando poi dette leggi vengono puntualmente aggirate dai precetti religiosi, cosa che oltretutto avviene anche in occidente favorita dall’immobilità delle Istituzioni poco propense a “intromissioni” nelle religioni altrui.

Spesso viene preso ad esempio il Profeta, ma come detto da Siti Musdah Mulia, presidentessa della ‘Indonesian Conference on Religion and Peace’, “Maometto ha riportato Aisha dai genitori dopo averla sposata ed è ritornato a prenderla dopo che è diventata adulta”. In ogni caso è necessario che questa pratica venga decisamente impedita e che le Istituzioni occidentali vigilino affinché almeno in occidente ciò non avvenga.

fonte: www.libero-news.it



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